La tecnologia mRNA nuova speranza contro il melanoma

Un farmaco immunoterapico che sfrutta la tecnologia mRNA, è stato testato con successo contro il melanoma e, prossimamente, sarà testato anche su altri tipi di cancro.

Ricercatori scienziati
mrna contro il cancro Foto Unsplash | Accuray

Un farmaco immunoterapico che sfrutta la tecnologia mRNA, è stato testato con successo contro il melanoma e, prossimamente, sarà testato anche su altri tipi di cancro.

Scopriamo i dettagli nell’approfondimento.

Un nuovo farma mRNA contro il melanoma

Ricercatrice
mrna per curare cancro
Foto Unsplash | National Cancer

Una vaccino sperimentale anti-cancro di Moderna, che usa tecnologia mRNA, insieme al farmaco immunoterapico pembrolizumab, di Merck, ha dato risultati incoraggianti contro il melanoma.

I test sono stati eseguiti su 157 pazienti con melanoma di stadio 3 o 4. Sono state somministrate nove dosi del vaccino insieme a pembrolizumab ogni tre settimane per un anno.

La combinazione dei due farmaci ha ridotto il rischio di ricaduta o mortalità del 44% rispetti allo sola immunoterapia. I test di fase 3 inizieranno a nuovo anno e riguarderanno anche altri tipi di tumore.

I punti di forza dell’mRNA?

I grandi punti di forza di questo metodo sono che può generare una risposta immunitaria contro antigeni tumore-specifici e che la risposta immunitaria è sistematicamente diretta contro il tumore.

Per generare la risposta immunitaria più ampia possibile, la vaccinazione dovrebbe essere effettuata contro diversi antigeni tumorali.

Uno dei primi farmaci che segue questo principio e che ha trovato la sua strada dal laboratorio alla sperimentazione clinica è un vaccino a RNA contro quattro cosiddetti antigeni del cancro ai testicoli che si trovano regolarmente nelle cellule di melanoma.

Uno speciale rivestimento lipidico impedisce la scomposizione dell’mRNA nel sangue, quindi questi complessi di nanoparticelle possono essere somministrati per via endovenosa.

Dopo la somministrazione endovenosa, l’RNA viene assorbito principalmente nella milza. Questo attiva le cellule T che riconoscono questi antigeni. Le cellule T attivate migrano attraverso il corpo, riconoscono e attaccano le cellule tumorali, così sostiene lo studio.

Lo scopo di una vaccinazione è aiutare il sistema immunitario a riconoscere il tumore come estraneo e ad attaccarlo.

Il vaccino è ben tollerato, i pazienti possono sviluppare febbre e alcuni reagiscono all’infusione con un calo della pressione sanguigna o brividi, ma si tratta di sintomi lievi.