Monitoraggio ISS: sale l’indice Rt a 0,85 ma scende l’incidenza

Secondo i dati del Ministero, la pandemia sarebbe in fase di regressione grazie alla campagna vaccinale finalmente avviata, ma si è ancora lontani dal potersi definire fuori pericolo

nuova variante giapponese covid-19
Foto Getty Images | Pedro Vilela

Articolo aggiornato il 30 Aprile 2021

Secondo l’ultimo monitoraggio settimanale dell’ISS e del Ministero della Salute relativo al periodo 12-18 aprile, l’indice Rt è in leggero rialzo: 0,85 contro lo 0,81 di venerdì scorso. Risulta quindi essere ritornato al valore registrato il 16/04.

Scende però l’incidenza del Covid tra la popolazione: 146 nuovi casi alla settimana ogni 100 mila abitanti contro i 152 di settimana scorsa. Un segnale comunque positivo, ma che mostra come il lavoro da fare per immunizzare la popolazione. Infatti, come si legge nel monitoraggio ISS, “sebbene la campagna vaccinale progredisca significativamente, complessivamente, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi“. Ieri sono state somministrate 500 mila dosi di vaccino, dice il ministro Speranza, mostrandosi soddisfatta del ritmo presto dalla campagna vaccinale.

Anche nelle terapie intensive la situazione sembra essere più sotto controllo, infatti passano da 12 a 8 le Regioni oltre la soglia critica di occupazione, ovvero il 30% dei posti letto, che attualmente corrisponde alla media del paese. I ricoverati in questi reparti erano al 20/04 3.151 mentre al 27/04 2.748, mostrando una tendenza molto positiva.

Monitoraggio ISS: la situazione delle Regioni

Il monitoraggio settimanale ISS dà un quadro completo sulla situazione delle Regioni, decretando eventuali cambi di colore. Stando ai dati, nessuna regione è a rischio alto, ovvero con 150 casi ogni 100 mila abitanti. Sono 11, comprese le Province autonome, quelle che rientrano nel rischio pandemico moderato (Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Bolzano, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto) e 10 in quello basso (Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Trento, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta).

Passano invece da 4 a 3 le Regioni con Rt superiore a 1 e come si legge nel monitoraggio, la Basilicata, la Campania e la Sicilia hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Campania e Sicilia) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2.

Alla luce di questi dati, alcune Regioni cambieranno colore: la Sardegna, unica rossa al momento, passerà in arancio dopo ben 3 settimane a partire da lunedì prossimo, visto l’Rt sceso da 1.54 a 0,81. Le Regioni attualmente arancioni sono Basilicata, Calabria, Sicilia Puglia e Valle d’Aosta: quest’ultime due potrebbe cambiare, la Puglia passando in giallo, la Val d’Aosta in rosso. Ancora incertezza sulla Campania, che da gialla potrebbe retrocedere in arancione.

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