Chi soffre di malattie autoimmuni può sottoporsi al vaccino: la parola degli esperti

Il vaccino non ha effetti collaterali né crea problemi a lungo termine

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Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Il rischio di contrarre una forma grave di Covid nelle persone con malattie autoimmuni è soltanto leggermente più alto rispetto a chi non ne soffre: questa l’evidenza scientifica a cui sono arrivati gli esperti negli ultimi mesi. Anche per quanto riguarda il vaccino, non sono stati notificati particolari effetti collaterali, venendo consigliato a tutta la popolazione indipendentemente da questi disturbi.

Nonostante la comunità scientifica internazionale sia d’accordo nel sostenere questa tesi, sono ancora molte le persone scettiche e po’ dubbiose in merito alla sicurezza dei vaccini per chi ha un disturbo autoimmune cromico o meno. Per questo motivo sono state interpellate dal portale medico-scientifico Alleati per la Salute alcune esperte che hanno spiegato in maniera chiara perché i vaccini ad oggi approvati sono sicuri anche per queste persone.

Rita Murri, infettivologa, ricercatrice in Malattie Infettive presso Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, ha spiegato che visto che i vaccini ora utilizzati non derivano da virus vivi ma sono a mRna o con adenovirus, non hanno nessun tipo di controindicazione per chi ha malattie croniche autoimmuni o è sotto terapia. Queste persone, però, possono riscontrare una risposta più lenta e meno forte al vaccino, il quale però non crea ulteriori problemi. 

Per esempio nel caso di persone con psoriasi, una delle patologie più diffuse, queste possono tranquillamente sottoporsi alla vaccinazione seppure non si possa escludere che i farmaci, sia di tipo biologico che convenzionali, possano ridurre l’efficacia di questo. In generale anche il National Psoriasis Foundation COVID-19 Task Force ha sottolineato come non siano stati riscontrati casi particolarmente significativi e perciò di valutare caso per caso per capire come i medicinali possano eventualmente interferire o agire con i vaccini. Questo non significa escludere dalla campagna vaccinale queste persone.

Francesca Romana Spinelli, reumatologa presso La Sapienza Università di Roma e ad di Alleati per la Salute, ha aggiunto che bisogna rimarcare come i benefici dei vaccini superino di gran lunga i rischi e che sia necessario chiarire una volta per tutte che le persone che non possono sottoporsi al vaccino sono pochissime rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione, che ha il dovere e il diritto di proteggerle e proteggersi.