Malati di tumore, seconda dose di Pfizer dopo 21 giorni per avere efficacia

Uno studio britannico evidenzia che il vaccino Pfizer è ben tollerato dai malati di tumore e raggiunge la sua efficacia con la somministrazione della seconda dose

Paziente oncologico riceve vaccino contro il Covid-19
Foto Getty Images | Jon Cherry

Uno studio appena pubblicato sulla rivista Lancet Oncology ha analizzato l’efficacia del vaccino Pfizer nei pazienti oncologici, dimostrando l’importanza di ricevere velocemente entrambe le dosi, per proteggersi dall’infezione del Covid-19. Secondo gli esperti, i malati di tumore, specialmente quelli che stanno ricevendo un trattamento attivo, devono essere vaccinati il prima possibile contro il virus, in quanto sono esposti a pericoli maggiori rispetto al resto della popolazione. Per questo motivo, i malati di cancro sono stati inseriti tra le categorie fragili con una priorità alta di immunizzazione, insieme a persone over 80 e personale sanitario.

Malati di tumore, necessarie due dosi di vaccino a 21 giorni di distanza

I ricercatori britannici hanno coinvolto nello studio 151 pazienti oncologici, tutti vaccinati con il siero Pfizer-BioNTech, tra l’8 dicembre 2020 e il 18 febbraio 2021, con tempistiche differenti in merito alla seconda inoculazione. Gli studiosi hanno eseguito tamponi molecolari ed esami del sangue di controllo a distanza di alcuni giorni dalla seconda somministrazione. I ricercatori hanno quindi concluso che il vaccino è ben tollerato dai malati e raggiunge la sua efficacia dopo la seconda dose, mentre la prima risposta immunitaria si attesta a un livello piuttosto basso. La tempistica migliore per effettuare il secondo richiamo è di 21 giorni.

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Lo studio indica che due dosi sono meglio di una per dare immunizzazione“, spiega Giordano Beretta, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). “Ciò è particolarmente evidente in soggetti che possono presentare immunosoppressione a causa dei trattamenti, continua Beretta. E aggiunge: “Personalmente ho sempre ritenuto che il ciclo vaccinale dovesse essere completo come evidenziato anche dagli studi registrativi in cui il livello di protezione aumentava tra la prima e la seconda dose“.

Il 25% dei pazienti oncologici muore se contrae il virus: la statistica

I malati di tumore sono più fragili ed esposti ai rischi dell’infezione di Covid-19. Le statistiche hanno evidenziato che il 25% dei malati di cancro muore se contrae il virus, con un rischio molto più elevato di sviluppare forme gravi e complicanze severe. “In tutto il territorio nazionale i pazienti onco-ematologici sono entrati in lista di priorità subito dopo gli over 80 e il personale sanitario“, ricorda Giordano Beretta. Quanto ai possibili dubbi o paure in merito alla somministrazione del vaccino, “non ci sono motivi di preoccupazione nell’immunizzarsi.  Il vaccino appare sicuro ed efficace anche in questi soggetti. E, quando possibile, conclude il medico, “andrebbe somministrato prima dell’inizio della terapia anticancro“.