Leucemia, i trattamenti combinati all'arsenico

Il problema delle staminali tumorali, altresi' e' dovuto al fatto che, anche se dormienti, esse possono essere riattivate da cause coincidenti.

Leucemia
Sarebbe un farmaco a base di arsenico il nuovo farmaco che, secondo i ricercatori della Universita’ Harvard di Boston sarebbe in grado di uccidere le staminali, nella leucemia mieloide cronica; la ricerca e’ stata condotta in collaborazione con il dipartimento di ematologia della Universita’ di Torino.

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La ricerca, condotta dal ricercatore Paolo Pandolfi, e’ di interesse particolare, considerando il fatto che il farmaco potrebbe essere indicativo della giusta direzione anche per i farmaci che serviranno a curare le altre malattie legate allo sviluppo del cancro leucemico: se inoltre fosse la risposta alla cura di altri tipi di cancro sarebbe risolutivo per la lotta contro il cancro.
Di fatto i ricercatori sono impegnati nel prevedere enel prevenire le ricadute causate dalle staminali tumorali, che riescono a tornare a sviluppare tumore anche a distanza di anni dalla prima guarigione; se le staminali tumorali potessero essere uccise, allora il problema delle ricadute sarebbe risolto.
L’attuale terapia si basa sull’uso del farmaco Gleevec, che secondo i piu’ aggiornati dati pubblicati sul “The New England Journal of Medicine” hanno mostrato che il farmaco Imatinib ( basato su Glivec / Gleevec ) e’ la terapia che, nel lungo periodo, presenta i migliori risultati in termini di guarigione; secondo lo studio IRIS le risposte terapeutiche sono in aumento, e il rischio annuale di progressione alla malattia e’ dello 0.6% circa a 5 anni.
I pazienti che sono trattati con Imatinib hanno una speranza di sopravvivere del 89% circa, e del 95% a 60 mesi escluse le cause coincidenti. Prima della terapia attuale la speranza di vita era del 50% senza ricaduta e del 50% con ricaduta, circa, che tradotto in tempi significava una meta’ di casi di ricaduta entro i 3/5 anni. Il problema delle staminali tumorali, altresi’ e’ dovuto al fatto che, anche se dormienti, esse possono essere riattivate da cause coincidenti.
Il farmaco le risveglia e le sottopone cosi’ a nuovo trattamento, indebolendosi, aumentando la possibilita’ di ucciderle grazie a terapie come la chemioterapia, la radioterapia, e l’uso degli anticorpi monoclonali; lo studio sara’ avviato per verificare la possibilita’ di effettuare una terapia combinata.