Leucemia, un nuovo farmaco migliora la qualità della vita

In Italia è stato approvato un nuovo farmaco per il trattamento della leucemia linfatica cronica: aiuta a migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Leucemia
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Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Con il termine leucemia si intende un tumore del sangue, causato dall’anomala proliferazione delle sue cellule. Ne esistono molti tipi, tra cui la leucemia linfatica cronica. Quest’ultima colpisce prevalentemente le persone anziane (è frequente soprattutto tra gli over 70). Viene trattata con farmaci che hanno un notevole impatto sulla salute dei pazienti – anche perché stiamo parlando di persone che hanno spesso altre malattie, e che assumono già diversi medicinali. Ora è stata approvata una nuova molecola che aiuta a migliorare la qualità della vita.

Leucemia, il nuovo farmaco

La leucemia linfatica cronica è il tipo di neoplasia del sangue più diffusa nel mondo occidentale. In Italia, ogni anno ci sono circa 2.700 nuove diagnosi, soprattutto tra persone con più di 70 anni. Non sono pochi i casi in cui la malattia rimane asintomatica ed evolve in maniera molto lenta. In questo caso non è necessario iniziare un trattamento farmacologico, ma è sufficiente tenere monitorate le condizioni del paziente. Quando invece il tumore è attivo, si presenta con sintomi quali anemia, ingrossamento dei linfonodi, perdita di peso anomala, stanchezza e sudorazione notturna.

Questi disturbi hanno un impatto negativo sulla qualità della vita di chi soffre di leucemia linfatica cronica. Soprattutto se consideriamo che la malattia si somma spesso ad altre patologie già presenti. La terapia per questo tipo di tumore, tuttavia, presenta spesso effetti collaterali che contribuiscono ancora una volta a peggiorare le condizioni di salute dei malati. È per questo che AIFA ha approvato l’uso di un nuovo farmaco, acalabrutinib, che ha già avuto risultati molto interessanti nel corso della sperimentazione.

Rispetto alla chemio-immunoterapia standard, questa molecola riduce dell’80% il rischio di progressione della leucemia o di morte. Nei pazienti con recidiva, invece abbassa questo rischio del 69%. Ma non è tutto: acalabrutinib si è dimostrato un farmaco molto più tollerabile rispetto agli altri presenti sul mercato. Uno studio che lo ha messo a confronto con l’attuale terapia a base di ibrutinib ha evidenziato pari efficacia, ma un’incidenza di eventi avversi di molto minore. In particolare, il nuovo farmaco riduce il rischio di aritmie cardiache che possono provocare ictus o addirittura morte del paziente. Acalabrutinib rappresenta dunque una nuova possibilità terapeutica che migliora la qualità della vita dei malati e aiuta a tenere sotto controllo la leucemia.