Lavorare dopo la pandemia: il Welfare Aziendale per il benessere dei dipendenti

La lunga pandemia ha radicalmente modificato le abitudini di vita e di lavoro per molti. Numerose aziende hanno totalmente puntato sullo smart working, mentre altre hanno dovuto ripensare le modalità di lavoro. Tali repentini cambiamenti hanno generato per molti stress e preoccupazione. Secondo uno studio specialistico, il Welfare sarà la chiave per migliorare la soddisfazione dei dipendenti e per ritornare gradualmente alla normalità

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Foto Shutterstock | Antonio Guillem

Articolo aggiornato il 12 Luglio 2021

Un’indagine condotta da Indeed, il motore di ricerca statunitense dedicato alle offerte di lavoro, ha mostrato come la sindrome da burnout abbia avuto un deciso incremento durante la pandemia e che anche la fase di ripartenza sia più complessa di quanto atteso. Il sentimento comune si esplicita tramite ansia ricorrente, stress post-traumatico, aumento di peso e, appunto, burnout. Si tratta di problemi che riguardano in particolar modo i dipendenti più giovani, i quali – pur avendo tutte le competenze per svolgere il lavoro in smart working – non erano pronti ad affrontare una situazione d’emergenza.

Si è dunque compreso che organizzare la ripartenza non sarà facile, ma è indubbiamente possibile. La chiave è ascoltare richieste e suggerimenti di tutti coloro impegnati in un’attività lavorativa. La stessa ricerca prima menzionata ha infatti individuato nel Welfare Aziendale una soluzione per agevolare il ritorno in presenza riducendo stress e disagio. Il benessere dei dipendenti, come segnala anche Edenred, azienda leader del settore, deve quindi necessariamente tornare al centro del discorso produttivo. Molti imprenditori – grazie a strumenti sofisticati e tecnologicamente avanzati – si stanno già muovendo in questa direzione.

Cos’è il Welfare Aziendale e quali sono gli strumenti più utilizzati?

Il Welfare Aziendale è sostanzialmente un insieme di iniziative e servizi garantiti dall’azienda al dipendente. La soluzione è entrata nel mondo delle istituzioni a partire dal 2016, quando la Legge di Stabilità ha normato con precisione il pacchetto di servizi che le aziende possono concedere ai dipendenti. A titolo esemplificativo alcuni dei benefit più comuni sono: buoni pasto digitali, carta carburante, assicurazione sanitaria aggiuntiva, previdenza extra, aiuto alla genitorialità (bonus baby sitter o asilo nido), mutui a tasso agevolato e molto altro.

Tali benefit sono molto convenienti sia per l’azienda che per il dipendente. Bisogna infatti ricordare che la soddisfazione personale di chi lavora si ripercuote positivamente sull’azienda. Se ne deduce che puntare su soluzioni volte ad aumentare il reddito medio e ridurre lo stress dei dipendenti è la strada giusta da percorrere. Si tratta di un plus non indifferente, viste anche le agevolazioni fiscali su tali importantissimi strumenti.

I vantaggi del Welfare Aziendale per l’economia

Adottare strumenti di Welfare Aziendale è importantissimo anche per sostenere l’economia in periodo di crisi. Tali misure guidano la spesa del consumatore verso determinate attività che hanno bisogno di ripartire (ristoratori, piccoli negozi locali), fornendo una spinta non indifferente verso il rilancio.

Dal canto loro, le società che si occupano di fornire tali benefit alle aziende richiedenti hanno fatto un enorme sforzo di digitalizzazione e innovazione: il dipendente potrà utilizzare i servizi di welfare anche in modo digitale, garantendo la propria sicurezza e favorendo la transizione verso il futuro.