Un’infezione pericolosa causata da un parassita chiamato Giardia lamblia, un problema da cui stare lontani e che è possibile prevenire.

La Giardiasi è un’infezione che colpisce per la precisione l’apparato digerente ed è causata da un parassita piccolissimo, ovvero un organismo che riesce a sopravvivere alimentandosi grazie a chi ha infettato. Questo parassita,  diffuso in tutto il mondo, è un protozoo flagellato che in condizioni normali vive nell’acqua. Il modo in cui si trasmette è per via oro-fecale, ovvero con l’ingestione di liquidi o alimenti contaminate da feci evacuate da un ospite della Giardia.

Questa infezione interferisce con il normale assorbimento di grassi e carboidrati, che avvengono nel momento della digestione. Alcuni parassiti quando espulsi con le feci muoiono subito, mentre altri diventano cisti e riescono a sopravvivere per molto tempo. In questo modo riesce a cominciare il successivo ciclo vitale, infatti è così resistente che sopravvive anche dopo delle disinfezioni a base di cloro. I sintomi principali sono la diarrea e la disidratazione, per ovviare a questo tipo di problema esistono metodi di prevenzione efficaci.

Come prevenire la Giardiasi

I bambini sono quelli maggiormente a rischio, poiché sono propensi a toccare dappertutto e mettere le mani in bocca. I metodi di trasmissione sono vari, ma sono tutti legati dallo stesso punto, ovvero l’ingerimento del parassita. Infatti il modo più semplice per contrarre l’infezione è mettendo le mani vicino a maniglie del bagno, fasciatoi e tanti oggetti diversi contaminati da feci infette. Oppure bevendo acqua di zone infestate, ingerendo carne cruda o durante viaggi dove il parassita è frequente.

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Come evitare di contrarre la giardiasi nei bambini (tantasalute.it)

Per risolvere il problema è necessario usare dei farmaci antiparassitari per circa 7 giorni, poiché se non viene curata la giardiasi durerà anche fino a 6 settimane. Ovviamente va chiesto un parere medico, poiché ognuno ha bisogno di farmaci differenti.

La diagnosi può essere fatta solo con un’analisi delle feci, in alcuni casi potrebbero richiedere fino a tre campioni per assicurarsi che il contagio non sia effettivamente presente. La tecnica di diagnosi usata più raramente è quella tramite endoscopio, oppure con un prelievo di campioni direttamente dall’intestino. Nonostante ciò questa procedura si fa solo nei casi più estremi.

Ci sono molti modi per prevenire questo problema, il primo riguarda l’igiene delle mani che deve essere regolare. Le mani vanno lavate soprattutto dopo essere andati al bagno, dopo aver cambiato un pannolino e prima di mangiare. Si deve anche evitare di bere acqua da fiumi e laghi e inoltre le piscine per bambini possono divenir una fonte di contagio. Altri accorgimenti riguardano il lavaggio della frutta e verdura che va fatto con cura e il consumo di acqua solo se potabile.