La caduta dei capelli potrebbe avere i giorni contati

Tre scoperte scientifiche potrebbero segnare il passo nella lotta contro la calvizie: la presentazione alla stampa si terrà il 23 Ottobre presso La Terrazza di Via Palestro 2 a Milano a partire dalle 19.00

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    La caduta dei capelli potrebbe avere i giorni contati

    Un board scientifico che parla orgogliosamente italiano e si avvale della collaborazione di scienziati di autorevole fama provenienti da tutto il mondo. Un’eccellenza imprenditoriale Made in Italy come il colosso Farmaceutico Giuliani, con una consolidata tradizione di ricerca e sviluppo in particolare nel campo della gastroenterologia e della dermatologia, ha reso note 3 scoperte scientifiche e la relativa messa a punto di farmaci e molecole attive, destinate a contrastare ed invertire o inibire i processi biomolecolari che provocano la caduta dei capelli.

    I ricercatori dei laboratori Giuliani, in collaborazione con Centri di Ricerca Internazionali, in particolare con i gruppi diretti dal Prof. Ralf Paus, nel 2018 hanno finalizzato tre tappe indiscutibilmente promettenti nella lotta alla caduta dei capelli, campo in cui l’azienda farmaceutica con cuore italiano da oltre un secolo è leader indiscusso da oltre 20 anni.

    La caduta dei capelli potrebbe dunque avere i giorni contati, proprio grazie al rigoroso approccio nella ricerca scientifica avanzata. L’orgoglio italiano in questi primi sei mesi del 2018 ha sintetizzato il progresso sulle più importanti riviste scientifiche mondiali (Plos Biology, Journal ofInvestigative Dermatology, Nature Communications), annunciando al mondo accademico e scientifico innovative vie di cura per forme importanti di caduta dei capelli. Di seguito una sintesi delle tre ricerche:

    Una molecola “safe” utilizzata fino ad oggi nella cura dell’osteoporosi potrebbe rappresentare la chiave di volta nella lotta alla calvizie

    Annunciata la scoperta di uno dei meccanismi patologici che causano il blocco della attività del bulbo del capello, attraverso la regolazione del complesso meccanismo WNT/beta-catenine. La ricerca ha fatto luce sulla possibilità di inibire questa alterazione ripristinando la attività del bulbo. Riflettori puntati su una molecola innovativa specifica (WAY-316606, principio attivo utilizzato nella cura dell’osteoporosi) della quale i ricercatori Giuliani hanno dimostrato un ruolo chiave nella regolazione dell’attività del bulbo e totalmente priva di effetti collaterali (inizio studi 2013, in collaborazione con la università di Manchester).

    L’annuncio è del dermatologo e coordinatore scientifico dei centri mondiali Fabio Rinaldi: “Quando parliamo di meccanismo WNT/beta-catenine ci riferiamo a due attivatori cellulari che regolano l’attività delle cellule del bulbo, quindi attivando o inibendo questi due attivatori viene attivata o bloccata la vita del bulbo. Una scoperta rivoluzionaria in quanto sino ad oggi in caso di perdita dei capelli venivano somministrati integratori specifici che, però, non davano risultati quando i due ricettori erano bloccati; questa la ragione del fallimento di molte terapie. Adesso sappiamo come attivare i due ricettori, e quindi la fase di crescita del capello, con una molecola “safe” priva di effetti collaterali e realmente efficace”.

    La mente geniale dell’autofagia

    Presentati i lavori scientifici iniziati nel 2016 in collaborazione con l’IIT di Genova e l’università di Munster che dimostrano che il sistema di autofagia cellulare (un meccanismo cellulare di rimozione selettiva di componenti citoplasmatici danneggiati o di scarto) può regolare il ciclo di vita del capello e che il complesso Spermidina-Galeopsis (brevetto mondiale Giuliani) è in grado di prolungare l’attività del bulbo e stimolare la crescita dei capelli anche in condizioni patologiche.

    Spiega il dottor Rinaldi: “Il meccanismo dell’autofagia è fondamentale per la vita e la difesa di tutte le cellule dell’organismo, e la sua scoperta ha portato all’attribuzione del Premio Nobel del 2016 al Professor Yoshinori Oshumi. Tutte le cellule si autoriparano attraverso un processo di riutilizzo e “digestione” di tutte le scorie, le proteine e i frammenti di scarto che vengono trasformati in energia. Si tratta di uno dei più importanti meccanismi di salvezza cellulare indispensabili per sopravvivere. Dal 2013 sono stati condotti studi, in vitro e in vivo, per dimostrare che questo meccanismo è indispensabile per la crescita dei capelli. Si è dimostrato che il complesso brevettato Spermidina-Galeopsis è l’unico in grado di stimolare l’autofagia dei capelli che in questo modo si autoriparano”.

    Fragranze che stimolano l’attività del bulbo: il ruolo dei recettori olfattivi

    Annunciati inoltre i risultati di una scoperta rivoluzionaria: esistono fragranze capaci di stimolare l’attività del bulbo. Uno studio molto complesso svolto in collaborazione con Monasterium Laboratory, ha dimostrato infatti che le cellule della papilla dermica dei bulbi possiedono recettori biologici “antichi” dal punto di vista evolutivo, che stimolano le cellule a prolungare la vita del follicolo (la fase denominata “anagen” ovvero la prima fase della crescita del capello), e sono in grado di stimolare la crescita dei capelli, riducendone di conseguenza la caduta. Ancora il dottor Rinaldi: “La dimostrazione di questi recettori olfattivi (denominati OR2AT4) a livello delle cellule dei bulbi ha permesso di sintetizzare una molecola rivoluzionaria (Sandalore, brevetto mondiale Giuliani) in grado di stimolare la ricrescita dei capelli. Studi clinici in doppio cieco randomizzato, controllati verso placebo, multicentrici, hanno evidenziato l’efficacia del Sandalore già presente in un prodotto specifico in farmacia”.

    I recettori olfattivi sono presenti anche in zone del corpo non canoniche, come nei capelli e vi sono fragranze che in qualche modo stimolano l’attività del bulbo. Il Sandalore è un derivato sintetico dell’olio di sandalo, e si è scoperto che innesca nei recettori specifici una risposta cellulare con conseguente stimolo della crescita dei capelli. La vera rivoluzione è che stiamo parlando sostanzialmente di un cosmetico”.

    La ricerca Giuliani ovviamente non si ferma e nuovi importanti campi di sviluppo scientifico stanno portando a possibilità terapeutiche in campo dermatologico. Giuliani investe in ricerca da 130 anni, negli ultimi 40 anni in campo gastroenterologico e negli ultimi 25 nel trattamento della salute dei capelli, con il primo brevetto con spermidina che fu, 25 anni fa, una vera innovazione. La lotta alla caduta dei capelli, con queste tre innovative scoperte si è arricchita di nuovi ed interessanti capitoli: la ricerca scientifica Giuliani è infatti particolarmente avanzata, al punto da rilevare continuamente inedite evidenze destinate a fare la differenza nell’immediato futuro.