Rodrigo Alves, ex Ken umano, oggi è a tutti gli effetti Jessica Alves. Ha terminato la transizione in donna e si è trasformata a tutti gli effetti in una Barbie umana ed è ufficialmente entrata a far parte al “Barbie world”.

Jessica ha subìto 90 interventi chirurgici molto invasivi e ha speso un totale di 1 milione di sterline. Nonostante si dica soddisfatta del suo aspetto, però, Jessica è ancora scontenta del suo naso.

Al momento, però, nessun chirurgo vuole operarglielo di nuovo (ha già subìto dieci interventi), altrimenti potrebbe perderlo per sempre.

La Alves, nonostante alcuni siano preoccupati per il suo stato psicologico e sull’effetto che possano avere su di lei le feroci critiche dei social, si dice felice e ringrazia Dio ogni mattina.

Jessica Alves: cos’è la sindrome di Barbie?

La sindrome di Barbie non è altro che un grave disturbo da dismorfismo corporeo.

Si tratta di un grave disturbo mentale nel quale si trascorre molto tempo e si investe energia e denaro per cambiare il proprio aspetto, perché si detesta il proprio aspetto attuale.

Questo significa che, secondo questa diagnosi, coloro che soffrono di un disturbo di dismorfismo corporeo, devono seguire anche una terapia psicologica. 

La Barbie è una delle bambole più famose e vendute al mondo, il che la rende uno dei giocattoli più desiderati. Ma quando gli scienziati hanno convertito e trasferito le misurazioni del corpo di Barbie a un essere umano, hanno concluso che un essere umano con le misurazioni di Barbie non era praticabile.

Più e più volte è stata avanzata l’accusa che il personaggio di Barbie potesse scatenare disturbi alimentari o grave dismorfismo. E per questo è stato coniato il termine di sindrome di Barbie: ovvero l’assurdo desiderio di assomigliare alla bambola pur intervenendo con operazioni chirurgiche estreme, come ha fatto Jessica Alves.

Come si può guarire dalla sindrome di Barbie?

Ci sono anche uomini che si sottopongono a interventi di chirurgia estetica per trasformarsi in Barbie, proprio come ha fatto Rodrigo Alves.

L’ex Ken umano si è sottoposto a 90 interventi invasivi di chirurgia estetica (di cui solo 10 al naso) e più di un milione di sterline spesi.

In questi casi si è rivelata molto efficace la psicoterapia cognitivo-comportamentale; questo trattamento di psicoterapia, combinato anche ad un trattamento farmacologico, si è rivelato molto utile.

Spesso la sindrome di Barbie si accompagna non solo all’insoddisfazione e all’approccio alla chirirgua estetica, ma anche a forme di disturbi alimentari molto gravi, che devono essere trattati in terapia individuale o di gruppo.

Dopo un opportuno lavoro di relazione terapeutica, è possibile rivedere la propria immagine di sé in altri termini e cambiare il concetto sul proprio corpo e sulle relazioni con gli altri.