L’Italia produrrà il vaccino Sputnik: è gelo in Europa

Ad annunciare l'accordo è stata la Camera di Commercio Italo-Russa, che si è impegnata a promuovere incontri tra le imprese italiane e le controparti russe

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Foto Getty Images | Marcos Brindicci

La corsa al vaccino prosegue con l’obiettivo di arginare la terza ondata di contagi da Covid-19. Mentre Johnson&Johnson ha comunicato ieri all’Unione Europea di aver problemi di approvvigionamento, in Italia entra in campo un nuovo alleato, il vaccino russo Sputnik V.

Primo accordo per la produzione del vaccino russo: gelo a Bruxelles

L’azienda farmaceutica italo-svizzera Adienne Pharma&Biotech ha firmato un accordo con il Russian Direct Investment Fund (RDIF), che si occupa della distribuzione dello Sputnik all’estero, per produrre il siero russo in Italia. Il vaccino sarà prodotto presso gli stabilimenti di Caponago, a Monza. Si tratta del primo accordo in assoluto di produzione dello Sputnik in Europa. Pare che Bruxelles non abbia reagito bene alla svolta intrapresa dall’Italia. La Commissione Ue ha infatti ribadito che lo Sputnik “resta fuori dalla nostra strategia” vaccinale.

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Al via la produzione, ma per la distribuzione si attende l’ok dell’Ema

Ad annunciare l’accordo è stata la Camera di Commercio Italo-Russa, che si è impegnata a promuovere incontri tra imprese italiane ed europee con le controparti russe. “Si tratta di un accordo storico che mostra lo stato di salute dei rapporti tra i nostri due Paesi e sottolinea come le imprese italiane sappiano vedere oltre le polemiche politiche“, ha spiegato il presidente della CCIR Vincenzo Trani. Il presidente ha riferito all’Ansa che non si tratta di una fuga in avanti dell’Italia rispetto al processo di approvazione dello Sputnik V in corso all’Ema, dal momento che “una cosa è produrre, un’altra distribuire“.

Il governo non era informato: “Si tratta di un accordo privato”

Dal momento che la distribuzione del siero Sputnik non ha ancora ricevuto l’approvazione dell’Ema, le fiale di vaccino prodotte nello stabilimento di Monza potrebbero anche essere esportate verso uno dei 46 Paesi del mondo che hanno già approvato lo Sputnik, come l’Ungheria. Ad ogni modo, la Regione Lombardia, il ministero dello Sviluppo economico e il ministero degli Esteri sostengono che non erano informati dell’accordo tra Adienne Pharma Biotech e il fondo governativo russo Russian Direct Investment Fund. “Si tratta di un accordo privato“, precisa il governo.

10 milioni di dosi entro al fine dell’anno

L’accordo tra l’azienda italo-svizzera e il Russian Direct Investment Fund prevede l’avvio della produzione a luglio per un totale di 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno. Quindi, una volta che l’Ema avrà dato il via libera alla distribuzione del siero russo, l’Italia non si troverà impreparata. “Ci sono altre aziende a livello europeo che si stanno muovendo nella stessa direzione: i tedeschi erano a un passo, noi siamo stati bravi perché siamo arrivati per primi“, ha aggiunto Trani. Secondo il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, “altre due aziende italiane molto note nel campo sarebbero nella fase finale delle trattative con RDIF“. E aggiunge: “Questo potrà dare ulteriore impulso alla produzione dello Sputnik in Italia“.