Iss: “La pandemia fa impennare fino al 250% il consumo di alcolici”

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, l'acquisto di alcolici ha "conosciuto un'impennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nell'home delivery"

calice vino
Foto Pexels | Krisztina

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

La clausura forzata causata dal lockdown non ha fermato il consumo di alcolici. Anzi, al contrario, l’isolamento ha portato a “un incremento di consumo incontrollato spesso in compensazione della tensione conseguentemente alla quarantena” e il mercato ha rafforzato “nuovi canali alternativi e anche meno controllati relativamente al divieto di vendita a minori”, andando a modificare anche le abitudini degli italiani.

Iss: “Nel 2020 aumentato fino al 250% il consumo di alcolici in casa”

A evidenziarlo sono i nuovi dati sul consumo di alcol durante la pandemia diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità. Secondo le stime dell’Iss, gli acquisti su canali online di e-commerce, per il settore delle bevande alcoliche hanno “conosciuto un’impennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nell’home delivery, con un aumento dei consumi domestici registrati in più settori”.

L’isolamento, ha specificato l’Iss, ha portato a “un incremento di consumo incontrollato, anche favorito da aperitivi digitali sulle chat e sui social network, spesso in compensazione della tensione conseguente all’isolamento, alle problematiche economiche, lavorative, relazionali e dei timori diffusi nella popolazione resa sicuramente più fragile dalla pandemia”.

D’altro canto, segnala sempre l’Istituto Superiore di Sanità, i servizi di alcologia e i dipartimenti per le dipendenze e di salute mentale, a causa delle chiusure obbligate, “hanno registrato una crescita di difficile gestione prima, durante e dopo i lockdown per la scarsità delle risorse a disposizione, per la quantità di richieste inevase a causa delle restrizioni anti-Covid-19 e per l’impreparazione relativa a soluzioni digitali, solo tardivamente introdotte”.

Incremento dei consumatori dannosi

I dati Iss segnalano, inoltre, nel corso dell’ultimo anno un incremento (da 1,46% a 1,80%) dei consumatori dannosi, cioè  delle persone con un danno d’organo o con un Disturbo da Uso di Alcol (DUA), “con aumenti particolarmente preoccupanti per la popolazione anziana maschile, per la quale il valore è aumentato del 22,7%”.

In generale, preoccupa l’aumento delle giovani consumatrici a rischio (le 14-17enni), registrato nel 2020, che superano per numerosità, per la prima volta, i loro coetanei maschi. “E questo in un quadro complessivo d’incremento del consumo sbagliato di alcol tra le donne di tutte le età e di un incremento tra gli uomini nella fascia 35-60 anni”, hanno continuato dall’Iss.