Ipertensione, questi farmaci da banco aumentano il rischio cardiovascolare

Non tutti sanno che alcuni comuni farmaci da banco possono aumentare il rischio di ipertensione e, quindi, possono avere conseguenze serie sul cuore.

Farmacista che prende un medicinale dallo scaffale
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L’ipertensione è un problema che non va assolutamente sottovalutato, già dalla giovane età, perché può portare a conseguenze molto serie. È infatti uno dei principali fattori di rischio di problemi cardiovascolari, come infarto e ictus. Sappiamo che, per tenere sotto controllo la pressione, è importante fare attenzione a ciò che mangiamo. Ma gli esperti hanno recentemente messo in allarme anche da alcuni comuni farmaci da banco. Presenti praticamente in tutte le nostre case, contengono un pericolo nascosto per la pressione (e quindi per il cuore).

Ipertensione, attenzione agli antidolorifici

Ad essere finiti nel mirino degli scienziati sono i comuni antidolorifici da banco, quelli acquistabili anche senza ricetta medica. Tutti ne abbiamo almeno una scatola in casa: sono utili per combattere le manifestazioni dolorose da lievi a moderate, come ad esempio il mal di testa o il mal di schiena. Tra i più usati c’è senza dubbio il paracetamolo, che nasce come antipiretico (serve quindi per abbassare la febbre), ma trova impiego anche come antidolorifico. È infatti efficace e quasi privo di effetti collaterali, soprattutto se non si supera la dose giornaliera massima.

Ma gli esperti hanno scoperto che al loro interno vi è una sostanza che, in eccessive quantità, rappresenta un vero rischio per la salute cardiovascolare. Si tratta del comune sodio, il principale componente del sale da cucina che tutti utilizziamo per le nostre pietanze. Sappiamo bene che il sale è proprio uno dei primi ingredienti a dover scomparire dalla dieta in caso di ipertensione. Per alcuni farmaci, il loro dosaggio massimo quotidiano porta ad un’assunzione di sodio addirittura superiore a quella giornaliera raccomandata. In che modo il sodio presente negli antidolorifici può influire sulla pressione, e di conseguenza sul cuore?

I ricercatori hanno deciso di analizzare la questione con uno studio randomizzato, pubblicato sull’European Heart Journal. Hanno quindi confrontato i dati di quasi 300mila adulti over 60 anni, alcuni con ipertensione e altri con valori pressori normali. A tutti sono stati prescritti antidolorifici: coloro che hanno assunto il paracetamolo (o altri farmaci contenenti sodio) hanno presentato un rischio leggermente più alto di ictus, infarto, insufficienza cardiaca e morte rispetto a coloro che hanno assunto farmaci privi di sodio.