Insufficienza cardiaca, arriva un farmaco rivoluzionario

Contro l'insufficienza cardiaca è stato da poco approvato un nuovo farmaco, già da tempo impiegato come anti-diabetico: ecco di cosa si tratta.

Insufficienza cardiaca
Foto Unsplash | Madison Agardi

Per anni è stato utilizzato solo come anti-diabetico, ma ora trova finalmente spazio anche nella cura dell’insufficienza cardiaca: il farmaco a base di glifozine è considerato dagli esperti una terapia rivoluzionaria. Diversi studi hanno infatti dimostrato che è in grado di ridurre i ricoveri e la mortalità per scompenso cardiaco.

Nuovo farmaco per l’insufficienza cardiaca

L’insufficienza cardiaca è una condizione patologica che si verifica quando il cuore non riesce a pompare sangue in quantità sufficiente a soddisfare le esigenze dell’intero organismo. Si tratta di una malattia cronica, che insorge nel corso degli anni, spesso a seguito di altre cardiopatie. Si manifesta con un’ampia varietà di sintomi, tra cui difficoltà a respirare (dispnea), gonfiore agli arti e accumulo di liquidi. È una patologia molto diffusa: si stima che in Italia ne soffra il 2% della popolazione, percentuale in aumento soprattutto tra gli over 65. E, nelle sue forme più gravi, è mortale in circa il 20% dei casi.

Appare dunque chiara l’importanza di una terapia che permetta di ridurre queste percentuali. Una speranza arriva dal Dapaglifozin, un farmaco approvato dall’EMA e ora utilizzato anche nel nostro Paese. Le glifozine sono una classe di molecole impiegate nel trattamento del diabete di tipo 2. Tuttavia sono molto utili anche per lo scompenso cardiaco. Finora, il trattamento a base di queste sostanze poteva essere prescritto solo dal diabetologo, quindi trovava spazio principalmente nei pazienti con insufficienza cardiaca e diabete.

Ora anche il cardiologo può prescriverlo: questo significa che ne potranno usufruire anche i pazienti che non soffrono di diabete, ma solamente di scompenso cardiaco. Secondo gli esperti, ciò potrebbe portare ad una riduzione del 25-30% dei ricoveri e della mortalità per questa patologia. Addirittura, si stima che il suo utilizzo potrebbe evitare circa 40mila decessi l’anno. Tra i vantaggi delle glifozine, si evidenzia anche il fatto che sono ampiamente tollerate e che, essendo somministrate in una singola dose quotidiana, hanno ridotti effetti collaterali sulla pressione e sulla funzionalità renale.