Iniezione intramuscolare: come funziona e controindicazioni

Capire come fare le punture è semplice ma, sopratutto se è la prima volta che vi accingete nell'operazione, ecco qualche regola fondamentale da conoscere

Iniezioni intramuscolari
Foto Shutterstock | Vadim Ponomarenko

Articolo aggiornato il 31 Agosto 2020

Avete sicuramente già sentito parlare di iniezione intramuscolare. Sembra una cosa facile ed in effetti non si può dire che non lo sia, ma spesso notiamo persone, molte di più di quelle che crediamo di conoscere, armeggiare davanti ad una siringa come fossero di fronte ad ordigno esplosivo pronto a deflagare; non è tanto la tecnica di caricamento della siringa che paralizza queste persone che si augurano qualcuno possa soccorrerle sostituendosi a loro nel praticare un’iniezione intramuscolare, ma il terrore di poter far male o peggio ancora causare danni gravissimi al malcapitato che fa da cavia in quel momento. Nessuna paura, solo un minimo di precauzione

Fare una  puntura intramuscolare è cosa semplice e richiede soltanto un minimo di precauzione di natura igienica. Infatti, non lavarsi le mani e non detergerle con un disinfettante è un errore grave, perché potremmo esporre la persona sulla quale interveniamo al rischio di un’infezione laddove andremo a praticare la puntura.

Ecco ora come praticare una iniezione intramuscolare, step by step. Ricordiamo che questo è un articolo informativo, non fatelo se non siete abilitati perché potrebbero verificarsi importanti complicazioni.

Aspirare il farmaco, il primo step per fare una puntura

Se abbiamo dubbi di fronte ad una confezione di farmaci a noi sconosciuta, non si abbia timore di leggere il foglietto illustrativo interno. Ciò perché non tutti i farmaci si presentano allo stesso modo, ci sono infatti prodotti farmaceutici in cui la soluzione è immediatamente disponibile pronta ad essere aspirata ed altri, soprattutto antibiotici ma non solo, in cui bisogna operare in modo che il solvente penetri nel soluto ( la polverina ) e si formi la soluzione da iniettare.

Quest’ultima procedura, se a volte si risolve in pochi minuti grazie alla particolarità del prodotto di solubilizzarsi quasi immediatamente, nel caso si alcuni antibiotici ad esempio, o a causa di particolari condizioni climatiche, come ad esempio accade d’inverno, può essere un tantino più difficoltosa, ma sempre praticabile.
Una volta scartata la siringa dalla confezione, evitate di poggiarla su qualunque superficie.

A questo punto, accertatevi del farmaco cui andrete ad agire, se è formato soltanto dal solvente aspiratelo così come si trova, se invece si tratta di un antibiotico, ad esempio, o di qualsiasi altro farmaco da sciogliere, rompete il cappuccio superiore del solvente, operazione che per lo più non richiede l’uso di seghetti, come accadeva un tempo o altri arnesi perché per rompere la parte superficiale della fialetta basterà agire tenendola con una mano e con l’altra colpendola col dito indice in modo da indebolire la protezione.

Attenzione, se non vi riesce al primo colpo, evitate di fare pressione eccessiva, rischiereste di rompere il tutto ferendovi. Solo nel caso in cui, per un errore di fabbricazione, la fialetta resiste ad ogni tentativo, potrete ricorrere ad un oggetto tagliente, un coltellino, ad esempio, cercando di segare delicatamente il collo della fiale per poi spezzarlo con le mani. Non imprimete troppa forza, il rischio di far passare frammenti di vetro all’interno del flacone è reale con questo sistema.

Una volta aperta la fialetta dovrete procedere all’aspirazione del suo contenuto, il contenuto dovrà stare il minimo necessario all’aperto, può infettarsi o in breve deteriorarsi a contatto con luce ed agenti esterni.

I farmaci da sciogliere

Nel caso in cui vi troviate di fronte a quei farmaci che per essere iniettati devono essere disciolti dovrete agire in due momenti diversi. La prima fase l’abbiamo già vista, la seconda invece prevede che riversiate l’intero liquido nell’ampolla dove si trova il soluto, ovvero la classica polverina.

La fase di scioglimento

Una volta riempita la siringa, dovrete bucare con l’ago l’ampolla ma fatelo dopo aver aspirato un po’ d’aria con lo stantuffo, ciò vi aiuterà a caricare la siringa. Nel caso di particolari antibiotici, anche in questo caso soprattutto d’inverno, l’operazione di solubilizzazione dell’intero prodotto potrebbe richiedere qualche minuto e qualche sforzo aggiuntivo.

Ciò significa che una volta che avrete riversato il liquido dell’ampolla dovrete non solo aspettare che si sciolga la polvere, ma agevolare l’operazione agitando con delicatezza il flacone portandolo fra le due mani e facendolo scorrere avanti indietro, del resto i flaconi essendo sempre tondeggianti agevolano la cosa, il tutto senza togliere la siringa dal flacone. Noterete che lo stantuffo sarà nel punto più alto della siringa, niente paura, non volerà via, è predisposto in modo da essere bloccato all’uscita.

La somministrazione del prodotto: la puntura intramuscolare

A questo punto chiedete alla persona alla quale andrete a fare la puntura di distendersi scoprendo i glutei, informatela prima della scelta che avrete fatto circa il gluteo da utilizzare, fatto questo che agevolerà la manovra e non coglierà di sorpresa il malcapitato di turno.

Fatto ciò, indirizzatevi sulla parte più alta del gluteo in un immaginaria suddivisione in quattro porzioni, dovrete agire nel punto più alto per evitare che durante la manovra andrete a beccare un capillare, fatto possibilissimo, tuttavia.

Procedete ad un rapida detersione col cotone che tenete in una mano, non indugiate con massaggi prolungati, irrigidisce e da fastidio al vostro “paziente”, dopodiché, senza ripensamenti, riponete il cotone e sollevate un po’, a mo’ di pizzicotto, un lembo di tessuto lo stesso dove andrete ad intervenire, dopodicchè, colpite in maniera decisiva ma non violenta la parte con un singolo colpo, se avrete effettuato bene la manovra l’ago non avrà alcuna difficoltà a penetrare per tutta la sua lunghezza; non siate indecisi se no rischiate di bucherellare chi vi sta davanti arrecandogli dolore e fastidio. Una volta dentro aspettate qualche secondo prima di proseguire.

Perché aspirare è importantissimo: controindicazioni

Se tutto sarà andato per il meglio, vedrete che all’interno della siringa non penetrerà alcunché, non c’è alcun bisogno di aspirare per tutta la lunghezza della siringa, basterà farlo per uno spazio pari ad un paio di tacche della siringa stessa. Se questa comincerà a riempirsi di sangue, dovrete uscire immediatamente e ripetere l’intera operazione, siete in un vaso e la puntura che state facendo andrà direttamente in circolo.

Fatto ciò, una volta iniettato il farmaco, così come avete agito in precedenza, togliete in un sol colpo la siringa e se notate che dopo quest’ultima operazione si sarà formata qualche goccia di sangue, nessun timore, può capitare e non determina alcun problema, procedete con un rapido massaggio e buttate il tutto con l’avvertenza di coprire sempre l’ago della siringa anche quando ponete il tutto nei rifiuti.

Prestate attenzione alle reazioni del paziente

Può accadere che chi si è sottoposto ad una terapia con iniezioni intramuscolari, a causa di una reazione allergica, poco dopo il farmaco accusi malori. Non perdete tempo, chiamate immediatamente il 118, la persona a cui avete fatto la puntura potrebbe essere vicina ad una reazione anafilattica, con shock e nei casi più disperati persino alla morte. Vi accorgete di questa eventualità nel caso avvertiate nella persona un improvviso gonfiore generalizzato, difficoltà respiratoria, confusione mentale, difficoltà dell’eloquio e spesso eritemi diffusi.

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