Influenza senza febbre: sintomi, cause, cure e rimedi per guarire

L’influenza senza febbre può verificarsi più spesso di quanto si pensi e i suoi sintomi non vanno sottovalutati, proprio come quelli di un’indisposizione classica. Della sintomatologia, possono far parte dolori muscolari e dolori articolari, ma anche sintomi tipici di un’influenza intestinale. Scopriamo cosa prendere, quanto durano i sintomi influenzali e la convalescenza e analizziamo i rimedi più efficaci per guarire in fretta

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    Influenza senza febbre: sintomi, cause, cure e rimedi per guarire

    I sintomi e le cause dell’influenza senza febbre sono molteplici, ma le cure e i rimedi per guarire non mancano. Questo tipo di indisposizione esiste ed è anche abbastanza frequente: in linea generale, si tratta di quella condizione fisica in cui si avvertono i sintomi tipici della febbre, ma senza averla realmente. Nonostante si tratti di un’influenza senza innalzamento delle temperatura corporea è importante sapere come agire e non sottovalutarne la sintomatologia, come i dolori articolari e i dolori muscolari: ad indicare, infatti, cosa prendere in caso di malattia sarà, sicuramente, il medico, ma è possibile, comunque, stilare alcune regole generali. Quanto durano i sintomi influenzali? Scopriamo di più su come affrontare la convalescenza e i rimedi per poter tornare a star bene in fretta.

    Cos’è

    L’influenza è una malattia infettiva contagiosa, epidemica, endemica e che interessa le vie respiratorie, oltre ad essere a carattere acuto e di origine virale: in linea generale, infatti, questa colpisce le vie respiratorie inferiori e superiori, manifestandosi con sintomi quali tosse, starnuti, dolori muscolari, dolori articolari e, spesso – ma non sempre – con febbre.

    A differenza di quanto si possa credere, è possibile manifestare i sintomi tipici della febbre senza essere, realmente, interessati da quest’ultima: una sensazione, dunque, che può essere scambiata per la classica e più famosa influenza, ma che il termometro smentisce.

    I sintomi

    I sintomi dell’influenza senza febbre sono estremamente simili a quelli del più classico malanno di stagione, ma senza che si verifichi l’innalzamento della temperatura corporea. Vediamo la sintomatologia completa che riguarda questa patologia:

    Come si può notare, si tratta di sintomi identici a quelli dell’influenza classica, ma senza il palesamento dell’innalzamento della temperatura corporea.

    La sensazione di stanchezza, generalmente, rappresenta uno dei campanelli di allarme tipici del crollo delle difese immunitarie, così come il sentirsi accaldati pur non avendo la febbre: malessere, dolori alle ossa e muscolari, oltre ad un indebolimento del corpo che dovrebbero far insospettire.

    La sintomatologia può, comunque, variare da persona a persona, in base al proprio sistema immunitario: non è detto, quindi, che facciano la loro comparsa tutti i sintomi, ma solo alcuni di essi.

    I sintomi in gravidanza

    Potrebbe capitare di contrarre l’influenza senza febbre anche in gravidanza, il che potrebbe comportare complicazioni alle vie respiratorie e un pericolo maggiore sia per la gestante che per il feto. Per tale motivo, è necessario riguardarsi ulteriormente, se ci si trova in stato interessante, contattando il proprio ginecologo in caso di necessità, come in presenza di difficoltà respiratorie.

    I sintomi durante l’allattamento

    Se, invece, state attraversando il momento dell’allattamento e vi ritrovate con l’avere l’influenza, non preoccupatevi: allattando, infatti, non si corre il rischio di contagiare il bambino. Secondo uno studio condotto dall’Associazione Culturale Pediatri, l’allattamento rappresenterebbe il modo migliore per proteggere il bambino: attraverso il latte, infatti, la mamma trasmette al piccolo degli anticorpi specifici contro il virus influenzale.

    Naturalmente, in caso di dubbi o consigli, non esitate a contattare il pediatra e non dimenticate le comuni norme igieniche che non dovrebbero mai venire meno, soprattutto in casi del genere: dunque, lavatevi accuratamente le mani ed evitate di portarle al naso, alla bocca e agli occhi, sia vostri che del bambino.

    I sintomi nei bambini

    Quando l’influenza senza febbre interessa i bambini, i sintomi sono gli stessi degli adulti, ma con una maggior incidenza di manifestazioni di tipo gastrointestinale, come diarrea, vomito e nausea. Anche in questo caso, contattate il pediatra che saprà consigliarvi al meglio su come procedere, in special modo se dovessero presentarsi complicazioni come difficoltà nella respirazione, assenza di lacrime durante il pianto o incapacità di mangiare.

    Quanto durano i sintomi influenzali

    Uno dei dubbi che sorge di più quando si parla di influenza senza febbre riguarda la durata della sintomatologia. Il periodo di incubazione – l’arco di tempo che intercorre tra quando è avvenuto il contagio e la comparsa dei sintomi – può durare qualche giorno e va, in linea generale, da 1 a 3-4 giorni; mentre, la fase acuta va dai 2 ai 4-5 giorni. La guarigione potrebbe, ovviamente, risultare più lunga in caso di complicazioni.

    La convalescenza

    La ripresa dall’influenza senza febbre può variare da una a qualche settimana, dopo una remissione progressiva dei sintomi. In questa fase – quella che si colloca tra i sintomi acuti dell’influenza e la guarigione – potrebbe capitare di sentirsi un po’ stanchi: ciò è dovuto al fatto che l’organismo si sta riprendendo da un vero e proprio combattimento contro virus e batteri, per cui è importante prestare particolare attenzione e riguardarsi ugualmente, riposando e dando ascolto al proprio corpo per un buon recupero.

    Le complicazioni

    Sebbene – nella maggior parte dei casi – l’influenza senza febbre guarisca senza problemi, alcune volte potrebbero verificarsi delle complicazioni anche di grave entità. Tra queste, le più serie sono:

    Solitamente, ad essere a maggior rischio di complicazioni, sono le persone colpite da patologie croniche, gli anziani e i bambini.

    Le cause

    L’influenza senza febbre è una malattia virale: il responsabile è, quindi, il virus influenzale – a cui appartengono moltissimi ceppi – caratterizzato da un periodo di incubazione di alcuni giorni; periodo di tempo in cui è possibile che inizino a comparire i sintomi prima citati.

    Quando il sistema immunitario, però, riesce a far fronte all’attacco virale in modo efficace, l’aumento di temperatura corporea non avviene.

    Altre cause che possono provocare i sintomi dell’influenza e indebolire il sistema immunitario possono essere i colpi di freddo e i raffreddamenti, ma anche lo stress prolungato non è da meno e può provocare alcuni dei sintomi associati all’influenza senza febbre.

    Il contagio

    Il virus responsabile dell’influenza senza febbre è trasmissibile, generalmente, per via aerea: questo ha, infatti, la sua massima diffusione tramite le goccioline che si spargono nell’aria – quando si tossisce, si parla o si starnutisce – e che possono essere inalate nei polmoni. Il contagio può, ad esempio, avvenire stando nelle vicinanze di persone malate – anche se queste ultime non ne manifestano ancora la sintomatologia – e, per l’esattezza, nel raggio di circa 2 metri.

    Può capitare, ma più raramente, di essere contagiati tramite il contatto con le superfici su cui si trova il virus, dopo aver portato le mani in bocca, nel naso o negli occhi.

    I fattori di rischio

    I fattori di rischio per contrarre l’influenza, seppur senza febbre, sono più che altro l’età e le condizioni di salute. Vediamo le categorie di persone, che dovrebbero prestare maggiormente attenzione:

    • I bambini sotto i 5 anni di età;
    • Gli anziani sopra i 65 anni di età;
    • Le donne in gravidanza;
    • Le persone ricoverate in ospedale;
    • Le persone affette da obesità;
    • Le persone che soffrono di malattie croniche, come le malattie cardiache, l’asma, le malattie polmonari, disturbi endocrini, disturbi epatici, disturbi renali, disturbi metabolici e simili.

    Influenza senza febbre o allergia?

    A volte, potrebbe accadere di scambiare i sintomi influenzali con quelli dell’allergia, in special modo quando si ha a che fare con un forte raffreddore. Per comprendere la differenza, occorre monitorare, per prima cosa, la durata dei sintomi: un raffreddore di stagione ha, infatti, una durata di circa una settimana – al massimo 10 giorni – mentre, il raffreddore da allergia si manifesta per un periodo molto più breve e in modo intenso.

    Il raffreddore provocato da allergia, poi, si manifesta soprattutto in primavera; mentre, l’influenza ha il suo picco durante la stagione invernale. Se, poi, è presente del prurito negli occhi, è altamente probabile che si tratti di un’allergia.

    La diagnosi

    Dopo essere comparsi i primi sintomi – soprattutto, in caso di soggetti con altre patologie in corso – è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante, il quale potrà eseguire una corretta diagnosi prescrivendo, così, la terapia più adatta al caso specifico.

    Naturalmente, in caso di particolari condizioni di salute, non basteranno la classica visita medica e lo studio dei sintomi, ma potrebbe essere necessario eseguire ulteriori esami, come le analisi del sangue.

    Le cure

    Anche in mancanza di febbre, è necessario mettere in atto alcuni comportamenti per se stessi e per evitare di contagiare altre persone, favorendo la guarigione senza complicazioni di alcun tipo. Le cure dell’influenza senza febbre sono abbastanza simili a quelle dell’influenza “classica”. Per sapere cosa prendere contro l’influenza senza febbre, è opportuno contattare il medico. Soltanto sotto prescrizione medica, è possibile assumere, infatti dei farmaci antibiotici: questi non hanno alcuna efficacia contro l’influenza – si tratta di un’infezione virale – ma possono essere utilizzati in caso di infezioni batteriche sopraggiunte durante la malattia. È meglio evitare, quando non strettamente necessari, anche i farmaci analgesici o antinfiammatori contro la sintomatologia, come i dolori muscolari e ossei o il mal di testa.

    Ricordate di coprirvi la bocca quando tossite e sono presenti anche altre persone, in modo tale che i virus non vengano diffusi nell’aria.

    I rimedi

    I rimedi della nonna contro l’influenza senza febbre sono tanti e servono per alleviare i sintomi in modo naturale.

    Per ottenere una guarigione in tempi brevi, il riposo, un buon sonno e il relax per un paio di giorni sono le prime armi da impugnare: questo vi permetterà, infatti, di ritrovare l’energia e di recuperare le forze perché, per combattere l’infezione, l’organismo ha bisogno soprattutto di tempo.

    Bere molta acqua e favorire una corretta idratazione è, senza alcun dubbio, importante per la salute dell’organismo; così come un’alimentazione sana e leggera e il consumo di cibi ricchi di vitamine e sali minerali, ma leggeri, come frutta e verdure fresche, brodi e tisane calde.

    Per avere sollievo dal mal di gola, tagliate qualche fetta limone o di arancia da aggiungere ad un bicchiere di acqua insieme a una foglia di menta fresca o effettuate dei gargarismi con acqua tiepida e sale. Non dimenticate, inoltre, l’importanza di una tisana calda da sorseggiare lentamente, per agevolare la guarigione della gola e per combattere la tosse: ad esempio, una tisana allo zenzero da preparare mettendo a bollire dell’acqua, a cui aggiungere dello zenzero fresco tagliato a fette o grattugiato.

    Contro mal di testa e il naso chiuso, inoltre, potrete ricorrere al rimedio dei suffumigi, mettendo a scaldare dell’acqua, in cui versare qualche goccia di olio essenziale di lavanda – per rilassare il sistema nervoso – di menta o di eucalipto – dall’effetto balsamico – di pompelmo o mandarino, insieme ad un pugno di bicarbonato e ad un ramo di rosmarino fresco: una volta preparato il tutto, non dovrete far altro che respirare i vapori, coprendo la testa con un asciugamano.

    Infine completa il quadro un’attenta igiene personale, soprattutto la pulizia delle mani.

    La prevenzione

    Per quanto riguarda la prevenzione, il metodo più efficace risulta essere il vaccino: generalmente, questo va somministrato a partire dai primi giorni del mese di novembre. Capita, però, che non eviti la comparsa del malanno, ma che quest’ultimo si manifesti in modo più blando. Il vaccino antinfluenzale rappresenta, ad ogni modo, una strategia di prevenzione molto utile e consigliata soprattutto per alcune categorie di soggetti, tra cui rientrano le persone con più di 65 anni di età, oltre chi è affetto da malattie che possono aumentare il rischio di complicanze.

    Per evitare di contrarre l’influenza è, poi, necessario lavarsi spesso le mani e fare attenzione alle norme igieniche generali, oltre che evitare di toccare bocca, naso e occhi, quando ci si trova in luoghi che potrebbero essere contaminati e non frequentare, quando possibile, persone malate.

    La prognosi

    Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori: ad esempio, dalla velocità nell’intraprendere le corrette cure, dall’età e dallo stato di salute generale del paziente. Generalmente, l’influenza tende a scomparire autonomamente dopo 2-5 giorni, tranne in caso di complicazioni.