Infarto: aumenta il rischio per le donne, muore il 43%

L'insorgenza delle patologie cardiovascolari sta crescendo nelle donne. In Europa infatti le donne che muoiono per infarto e ictus sono il 43%

Donna anziana
Foto Pixabay | Sabine van Erp

Articolo aggiornato il 23 Febbraio 2024

In Europa le donne che oggi muoiono per problemi cardiovascolari (ictus e infarto) sono il 43% contro il 38% degli uomini. Quindi, per accrescere la consapevolezza dell’importanza e dell’incidenza di queste malattie e soprattutto per accrescere la possibilità di prevenirle, la Società Italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec) ha promosso e organizzato per il 13 maggio la prima Giornata Italiana per la prevenzione cardiovascolare.

“Troppo spesso la donna è stata trascurata” sono le parole di Maria Grazia Modena, consigliere Siprec e professore di Cardiologia che ha poi continuato: “le patologie cardiovascolari colpiscono la donna tre volte più di tutti i tumori femminili messi insieme (seno, utero, polmone). Proprio per questo motivo: “Bisognerebbe insegnare alle donne di tutte le età ad avere attenzione per il cuore, a partire da una maggiore sensibilità allo stile di vita per tutelare il proprio organismo” ha poi continuato la professoressa.

L’insorgenza delle patologie cardiovascolari è differente nelle donne e negli uomini

Sempre Maria Grazia Modena ha poi aggiunto che : “L’insorgenza delle patologie cardiovascolari è differente nelle donne e negli uomini. Il genere maschile è sempre stato quello maggiormente coinvolto, ma recenti studi permettono di rilevare una crescente attenzione anche alle donne, e ha spiegato che: “a condizionare questi dati in aumento sono i diversi fattori di rischio che caratterizzano le donne, che si possono suddividere in classici, esclusivi e peculiari”.

Sui fattori di rischi ha precisato che “i primi sono gli stessi degli uomini: fumo, colesterolo alto, ipertensione, diabete, assenza di movimento, obesità, alimentazione non corretta. La donna però: “aggiunge dei fattori di rischio esclusivi legati alla sua vita biologica: anzitutto, la menopausa, che può diventare ancora più aggressiva se precoce, tra i 30 e 40 anni”.

E poi ci sono: “i fattori di rischio che nella donna sono prevalenti: le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il lupus, la sclerodermia, la miastenia, la tiroidite hanno conseguenze più impattanti nella donna”.

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