Buone notizie dal mondo: impiantato il primo occhio (davvero realistico) stampato in 3D

Arriva una nuova speranza per chi ha bisogno di una protesi oculare: a Londra è stato impiantato il primo occhio stampato in 3D, che presenta molti vantaggi rispetto all'alternativa acrilica.

Occhio
Foto Unsplash | Amanda Dalbjörn

Perdere la funzionalità di un occhio è un grave problema, che almeno dal punto di vista estetico (e non solo) può trovare soluzione nell’uso di una protesi oculare. Oggi c’è una possibilità in più per chi ne ha bisogno: di recente è stato infatti impiantato il primo occhio stampato in 3D, che garantisce un risultato davvero realistico. Vediamo quali sono i vantaggi di questa protesi.

Impiantato il primo occhio stampato in 3D

È londinese il primo paziente al mondo ad aver ricevuto una protesi oculare realizzata mediante stampante in 3D, una novità che potrebbe rivoluzionare il settore. Steve Verze, ingegnere 47enne, ha avuto la possibilità di testare in anteprima un occhio del tutto nuovo, sperimentandone i vantaggi. L’impianto è avvenuto nei giorni scorsi, presso il Moorfields Eye Hospital di Londra. Verze, dopo aver provato sia la protesi in 3D che quella classica in resina acrilica, non ha avuto alcun dubbio.

“Ho bisogno di una protesi oculare da quando avevo 20 anni e mi sono sempre sentito a disagio” – ha rivelato – “Questo nuovo occhio ha un aspetto fantastico”. In effetti, esteticamente è molto realistico e ha una definizione maggiore. Addirittura, sembra quasi di percepire la reale profondità della pupilla. I vantaggi di questa protesi sono numerosi: innanzitutto richiede un intervento meno invasivo. Per preparare l’occhio acrilico è necessario effettuare prima uno stampo della cavità oculare, un’operazione fastidiosa. Quello in 3D, invece, prevede una semplice scansione della cavità e del globo oculare sano.

Ma ciò che rende ancora più interessante la nuova protesi oculare è il suo processo produttivo, notevolmente più comodo (e più veloce). L’occhio in resina acrilica viene realizzato e dipinto interamente a mano, cosa che richiede generalmente sei settimane di lavoro almeno. La protesi in 3D viene invece stampata in una manciata di ore e rifinita manualmente, fase quest’ultima che impiega non più di due o tre settimane.

Questo potrebbe significare riuscire finalmente ad abbattere le lunghe liste di attesa per ottenere un impianto oculare, grazie alla nuova tecnologia. L’utilizzo di protesi oculari non è infatti un fattore solamente estetico. È fondamentale per mantenere la funzionalità della palpebra e per aiutare il paziente a superare il trauma per la perdita dell’occhio, migliorandone la ripresa psicologica.