Il lato oscuro della curcuma: è davvero una panacea?

L’interesse per i prodotti a base di curcuma sta aumentando sempre di più, perché la spezia viene considerata una vera e propria panacea. Ma è davvero così?  Quali sono i reali effetti benefici della curcuma? È davvero una panacea per tutti i mali o ha un lato oscuro? Scopriamo i dettagli. 

curcuma in polvere nei cucchiai di legno
Foto Pexels | Marta Branco

L’interesse per i prodotti a base di curcuma sta aumentando sempre di più, perché la spezia viene considerata una vera e propria panacea. Ma è davvero così?  Quali sono i reali effetti benefici della curcuma? È davvero una panacea per tutti i mali o ha un lato oscuro? Scopriamo i dettagli.

La curcuma è davvero una panacea?

La curcuma è conosciuta anche come la “spezia della vita”. Contiene numerose vitamine e minerali, ma soprattutto oli essenziali e curcumina.

Tra i vari effetti benefici ascritti alla curcuma ci sono i seguenti:

  • proprietà antinfiammatorie. Dall’artrosi e dai reumatismi all’infiammazione della pelle, dello stomaco, dell’intestino (usato per il morbo di Crohn e la sindrome dell’intestino irritabile, tra le altre cose) al raffreddore. Accelera anche la rigenerazione muscolare e fa bene ai vasi sanguigni.
  • proprietà antibatteriche. Questo aiuta con piccole ferite e ustioni e può essere utilizzato anche per le punture di insetti.
  • proprietà antiossidanti. Combatte i radicali liberi che danneggiano le cellule del nostro corpo.
  • proprietà digestiva. Stimola la produzione di succo gastrico e acido biliare. Questo allevierebbe gas e gonfiore.
  • proprietà disintossicanti. La curcuma promuoverebbe la formazione di enzimi epatici che combattono le tossine del corpo.

Il lato oscuro della curcuma

Sono stati condotti numerosi studi clinici sulla curcuma e sulla curcumina. Da tali studi è emerso che tale composto ha una qualche efficacia in patologie infiammatorie e metaboliche.

Negli ultimi anni, però, in Italia, sono stati riportati diversi casi di epatotossicità. Tra dicembre 2018 e giugno 2019, sono pervenute all’Istituto Superiore di Sanità 27 segnalazioni di epatite in seguito all’assunzione di integratori a base di curcuma.

I prodotti in questione contenevano curcuma titolata al 95% di curcumina, con piperina. Per questo motivo il Ministero della Salute ha deciso di “adottare una specifica avvertenza che ne sconsiglia l’uso a soggetti con alterazioni della funzione epato-biliare o con calcolosi delle vie biliari”.

Inoltre da circa due anni gli integratori non riportano più le seguenti funzioni: “funzione epatica”, “funzione digestiva” e “funzionalità del sistema digerente”, ma solo “antiossidante”, “funzionalità articolare”, e “contrasto dei disturbi del ciclo mestruale”.

Riguardo gli estratti ad alto titolo di curcumina, la loro efficacia e sicurezza è ancora da stabilire, trattandosi di prodotti non di uso tradizionale. Pertanto, è raccomandabile utilizzarli con cautela e solo sotto controllo medico.