Il gesto maleducato che potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer

L’Alzheimer è una forma di demenza che uccide le cellule del cervello dell'apprendimento e della memoria. Una malattia neuro-degenerativa che, al momento, non ha cure. Una nuova sconvolgente ricerca afferma che c'è un gesto (che molti fanno) che potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer. Scopriamo di più.

Donna pensierosa con capelli bianchi
Foto Shutterstock | mentalmind

L’Alzheimer è una forma di demenza che uccide le cellule del cervello dell’apprendimento e della memoria. Una malattia neuro-degenerativa che, al momento, non ha cure. Una nuova sconvolgente ricerca afferma che c’è un gesto (che molti fanno) che potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer. Scopriamo di più.

Donna con le mani sul naso

Foto Shutterstock | MangostarLe cause dell’Alzheimer non sono ancora note, come non sono ancora note le cure per questa malattia che in Italia colpisce circa 1,2 milioni di persone.

Sicuramente tra le cause ci sono le predisposizioni genetiche e le infezioni cerebrali, che rischiano di scatenare la demenza Alzheimer.

In una recente scoperta si è stabilito che nell’80% dei pazienti ammalati c’è il DNA di un batterio chiamato Chlamydia pneumoniae. Questo patogeno, che causa polmonite, evidentemente è collegato ad infezioni cerebrali e alla successiva formazione di placche, caratteristiche dell’Alzheimer.

Se ti metti le dita nel naso rischi l’Alzheimer!

Secondo una recente ricerca portata avanti dall’Università di Griffith in Australia, ci sono alcuni gesti, come mettersi le dita nel naso, che possono danneggiare la cavità nasale, aumentando la probabilità che i batteri citati prima, viaggino attraverso i nervi olfattivi e arrivino al cervello, danneggiando il sistema nervoso centrale.

L’abbiamo visto accadere in modelli murini, e le prove sono potenzialmente spaventose anche per gli esseri umani” ha affermato il responsabile della ricerca, professor James St John.

Questa è la prima volta che la Chlamydia pneumoniae viene accusata di scatenare l’Alzheimer.

Nel naso il nervo olfattivo è direttamente esposto all’aria e bypassando la barriera ematoencefalica, virus e batteri possono arrivare facilmente al cervello.

La prossima fase della ricerca riguarderà gli esseri umani, e servirà a confermare se questo rischio esiste nella realtà. Bisogna comprendere in che modo questo batterio dal naso e dal nervo olfattivo riesca ad arrivare al cervello e a danneggiarlo.

Nel frattempo, per precauzione, meglio evitare il più possibile di mettersi le mani nel naso.