I rimedi naturali per eliminare il tartaro sui denti

Alcune sostanze naturali possono contribuire in modo efficace a ridurre l'accumulo di placca batterica sui denti prevenendo così la formazione del tartaro

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    I rimedi naturali per eliminare il tartaro sui denti

    Il tartaro sui denti è, ahimè, un mal comune: cosa fare per prevenirne la comparsa?

    Lo abbiamo chiesto al dr. Davide Macario, dentista, e alla dr.ssa Martina Mauri, igienista.

    Tartaro: come limitarne la comparsa?

    Esistono diversi fattori di rischio (scarsa igiene, fumo, alimentazione scorretta, malattie sistemiche…) che possono compromettere la salute del nostro cavo orale, favorendo l’insorgenza di carie, tartaro e parodontiti.

    Per preservare la salute del nostro cavo orale non esistono metodi “fai da te”, ma è fondamentale seguire e rispettare delle manovre preventive.

    Innanzitutto, una corretta igiene orale quotidiana (detersione delle superfici dentali e degli spazi interdentali con i rispettivi presidi, almeno 3 volte al giorno) per eliminare meccanicamente la placca batterica e, quindi, evitare la formazione di tartaro.

    Inoltre, visite presso il proprio studio odontoiatrico possono intercettare precocemente eventuali patologie e sedute di igiene professionale periodiche hanno lo scopo di rimuovere la presenza di tartaro, specialmente nelle zone dove è più difficile la detersione quotidiana, evitando così l’insorgenza di malattie parodontali.

    Prevenire la comparsa del tartaro con soluzioni naturali

    Esistono sostanze naturali rilevanti nel controllo della placca batterica e della formazione del tartaro. Dal greco phytón e therapéia, la fitoterapia è la disciplina basata sull’utilizzo di sostanze vegetali come terapici.

    In medicina, la ricerca e l’interesse per le piante ed erbe è aumentato in modo significativo negli ultimi anni, poiché si cerca in queste una valida alternativa ai farmaci, a seguito di una maggior esigenza di prodotti con poca tossicità ed elevata biocompatibilità.

    In particolare, nell’odontoiatria moderna, gli estratti vegetali svolgono un’azione benefica per il cavo orale, poiché risultano essere antinfiammatori, antisettici, antibatterici e cicatrizzanti, quindi rilevanti nel controllo della placca batterica e del tartaro.

    Dunque, la fitoterapia svolge un’azione preventiva per l’insorgenza di malattie parodontali. Tra i principali fitoterapici ci sono gli oli essenziali di tea tree, lavanda e arancio dolce. Hanno elevate proprietà antinfiammatorie e antisettiche, quindi ottimi nel trattamento di gengivite e parodontite.

    Possono essere utilizzati puri o diluiti in acqua, come collutorio. Gli oli di lavanda e arancio dolce hanno anche proprietà calmanti e possono essere massaggiati sui polsi prima della seduta di igiene con un paziente teso.

    Un altro fitoterapico utile in campo odontoiatrico è l’aloe vera. Con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antifungine, è ottimo sia nella prevenzione delle malattie parodontali sia contro le forme fungine orali, tra cui la Candida Albicans. L’aloe vera esiste in diverse formulazioni, tra cui gel e collutori.

    I medicinali fitoterapici sono stati ufficialmente approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che ne ha verificato la loro efficacia e sicurezza, e sono venduti alcuni dietro prescrizione medica e altri come medicinali da banco.

    Infine, anche le abitudini alimentari possono contribuire sullo stato di salute della bocca: una dieta squilibrata, infatti, può alterare lo stato della parodontite, aggravandolo.

    È possibile ridurre e limitare la formazione di placca batterica, limitando il consumo di alimenti particolarmente ricchi di zuccheri: infatti, il metabolismo dei batteri della placca utilizza gli zuccheri per ricavare energia e aderire più tenacemente alle superfici dentali, favorendo così la formazione di tartaro.

    Dunque, è consigliato seguire una dieta equilibrata, ricca di verdura e frutta, con un giusto apporto proteico e con una presenza adeguata di minerali, vitamine (A, B, C e D), oligoelementi come calcio e magnesio.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr. Davide Macario

    Dentista