I consigli dello psicologo per affrontare le disfunzioni erettili

Un esperto può aiutare sia a risolvere i problemi derivanti da questo disturbo che a capirne le cause se collegate alla sfera psicologica

da , il

    I consigli dello psicologo per affrontare le disfunzioni erettili

    Affrontiamo un argomento delicato, quello delle disfunzioni erettili, e lo facciamo assieme al dr.ssa Daniela Vinci, specialista in psicologia e consulente di sessuologia.

    Disfunzioni erettili: come affrontare il disturbo senza imbarazzi?

    L’imbarazzo che si prova nel non riuscire ad avere un’erezione o nel riuscire a mantenerla fino al termine di un rapporto, è dovuto all’idea che la sessualità sia una cosa naturale e, come tale, debba avvenire in modo “automatico” e senza alcuna difficoltà.

    Questa concezione è del tutto errata perché, come qualsiasi ambito della nostra vita, la sessualità si impara ed è quindi necessario capire cosa ci piace e cosa non ci piace, cosa ci permette di vivere un’esperienza soddisfacente e cosa invece ce lo impedisce. Per questo motivo, affrontare la disfunzione erettile significa cercare di risolvere una difficoltà affinché la persona stessa o, ancor meglio, la coppia possa sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e con quello dell’altro e portare a termine con piacere i rapporti sessuali.

    L’imbarazzo non permette di raggiungere questo obiettivo e, quindi, una sessualità appagante. Affrontare il problema, invece, significa riuscire a fare del bene a noi stessi e al nostro partner.

    In quest’ottica, chiedere aiuto non è dunque segno di debolezza ma significa ammettere che da soli non si è in grado di risolvere il disturbo. Così come ci si rivolge all’idraulico quando c’è un guasto nelle tubazioni, analogamente ci si rivolge a un esperto in sessuologia per sciogliere la disfunzione erettile.

    Continuando con la metafora idraulica, come in caso di una perdita delle tubature, l’idraulico interviene cercando di capire da dove viene il problema così da risolvere la perdita d’acqua, così lo psicologo interviene a partire dall’origine del disturbo e non solo sul sintomo, per risolvere definitivamente il problema.

    Questo confronto mi serve per spiegare come i farmaci in commercio non sono una soluzione valida in tutti i casi di disfunzione erettile e non sono una soluzione definitiva. Parlarne senza imbarazzo, tenendo in considerazione tutto questo, può solo portare un miglioramento sessuale e di coppia oltre a essere comunque necessario per risolvere la questione.

    In che modo l’ansia incide sulle prestazioni sessuali?

    Sebbene comunemente si pensi che l’ansia sia una cosa negativa, questo non è di per sé vero. Esiste un livello ottimale di ansia che ci permette di raggiungere i nostri obiettivi spinti da una tensione propositiva.

    Il problema si crea quando questo livello di ansia è troppo elevato e le paure ci bloccano senza farci raggiungere i nostri scopi. Questo è quello che avviene anche nelle prestazioni sessuali. Pensieri intrusivi e timori, consapevoli o meno, possono incidere nell’avere un rapporto sessuale completo e soddisfacente nell’uomo che soffre di disfunzione erettile.

    Più nel dettaglio, la previsione o l’inizio dell’attività sessuale genera, nell’uomo con disfunzione erettile, un’attivazione emotiva intensa caratterizzata appunto da ansia e paura. La possibilità del rapporto sessuale è vista quindi come pericolosa.

    Evolutivamente, come gli animali scappano da un pericolo esterno, l’uomo cerca, in questo caso, di evitare un pericolo interno (valore evolutivo dell’inibizione dell’eccitazione). L’attivazione emotiva provoca, a sua volta, una reazione dall’allarme che blocca la reazione di vasocongestione del pene, quella cioè che permette di avere l’erezione.

    Tutto questo è rafforzato dal circolo vizioso dell’auto-mantenimento: infatti, sebbene possa capitare a chiunque di non riuscire ad avere o mantenere un’erezione per i più svariati motivi circostanziali (stress, stanchezza, preoccupazioni, ecc.), chi soffre di disfunzione erettile solitamente si focalizza sull’episodio e questo genera, negli incontri sessuali successivi, ulteriore ansia, entrando in un circolo vizioso da cui è difficile uscire senza l’aiuto di un professionista.

    Diventa a questo punto necessario rivolgersi a uno psicologo esperto in sessuologia per rompere questo cerchio psichico e trovare delle strategie risolutive.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr.ssa Daniela Vinci

    Specialista in psicologia e consulente di sessuologia