I 3 batteri più pericolosi per l’uomo e come si diffondono

Dottoressa che esamina al microscopio dei batteri
Foto Shutterstock | Maksim Shmeljov

È stata stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una classifica dei batteri maggiormente pericolosi per la salute dell’uomo, tra i quali compaiono il Clostridium difficile, che provoca attacchi di diarrea improvvisi, e gli Acinetobacter. Vediamo nel dettaglio come si trasmettono le infezioni provocate da questi batteri.

Il Clostridium difficile

Il Clostridium difficile è un batterio anaerobio Gram-positivo, che è fisiologicamente presente nel nostro organismo, in quanto popola la flora batterica all’interno dell’intestino e della vagina. Dal momento che si trova nelle feci, il contagio può avvenire in maniera estremamente semplice. Basta toccare, con le mani non adeguatamente lavate e disinfettate, le mucose degli occhi, della bocca o del naso. Il contagio potrebbe avvenire anche dopo aver maneggiato superfici o oggetti contaminati da feci.

È indispensabile lavare non solo il water ma anche il bidet, il box doccia, il lavandino e la vasca con detergenti appositi e potenti. Se in casa è presente qualcuno con la diarrea, è consigliabile pulire profondamente le superfici del bagno a seguito di ogni evacuazione.
I soggetti più a rischio sono coloro che assumono per lunghi periodi di tempo gli antibiotici. I sintomi principali sono: dolori addominali, colite, nausea, febbre e diarrea acquosa.

La terapia per la cura dell’infezione causata da Clostridium difficile dura almeno una decina di giorni e consiste nella somministrazione della fidaxomocina, della vancomicina e del metronidazolo per le infezioni più lievi.

Lo Staphylococcus aureus

Altra infezione considerata pericolosa, poiché resistente all’antibiotico meticillina, è quella provocata dallo Staphylococcus aureus. I disturbi causati dalle infezioni da Stafilococco aureo possono manifestarsi anche dopo anni dall’esposizione all’infezione che si trasmette soprattutto per contatto fisico diretto, cioè dal contatto con mani contaminate.

In generale, la pelle dovrebbe rappresentare una barriera insormontabile per il batterio che riesce, però, a introdursi nell’organismo, in particolare tra i tessuti profondi e nel sangue, tramite microtraumi, tagli o infezioni virali.
I soggetti più a rischio sono gli immunodepressi e i pazienti ospedalieri che utilizzano dispositivi medici invasivi. Nella maggior parte dei casi, però, le infezioni di questo tipo guariscono senza bisogno di un trattamento medico. Le infezioni più gravi, invece, che tendono a sfociare in polmoniti o infezioni del sangue, necessitano di un trattamento ospedaliero specifico e prevedono la somministrazione per via venosa di antibiotici.

Gli Acinetobacter

Al terzo posto in questa classifica troviamo gli Acinetobacter: batteri Gram-negativi della famiglia delle Moraxellaceae. Gli Acinetobacter possono provocare infezioni che colpiscono il tratto respiratorio e, nei casi più gravi, possono arrivare a provocare persino meningiti e ascessi del fegato e del pancreas.

Sono considerati particolarmente pericolosi perché riescono a sopravvivere sulle superfici per almeno 30 giorni. In più, sono resistenti alla maggior parte degli antibiotici che risultano quindi inefficaci al trattamento delle infezioni da essi provocati.
Appare quindi fondamentale la necessità di rispettare le procedure di sanificazione e disinfezione per contrastare il diffondersi di questa e altre infezioni pericolose che potrebbero causare complicanze più o meno gravi.