Hikikomori, nel sangue possibili marcatori del ritiro sociale patologico

In giapponese, “hikikomori” significa “stare in disparte” ed è un termine usato per indicare tutti coloro, spesso adolescenti o giovanissimi, che per mesi o anni decidono di non mettere piedi fuori dalla loro camera, evitando ogni contatto. Un nuovo studio effettuato in Giappone ha rivelato una novità riguardante alcuni marcatori del sangue. Scopri i dettagli.

uomo solo vicino alla finestra
Foto Pixabay | PublicDomaniPictures

In giapponese, “hikikomori” significa “stare in disparte” ed è un termine usato per indicare tutti coloro, spesso adolescenti o giovanissimi, che per mesi o anni decidono di non mettere piedi fuori dalla loro camera, evitando contatti con tutti, familiari e non.

La solitudine, però, causa altri problemi di salute, come per esempio favorire il tumore al seno. Quindi bisogna prestare attenzione a questi fenomeni.

Si tratta di un ritiro sociale scelto, ma patologico aumentato durante il lockdown. In Giappone, dove il fenomeno è nato, nel 2013 è stata inaugurata la prima clinica ambulatoriale specializzata alla cura degli hikikomori. Scopriamo i dettagli.

Sintomi della sindrome degli hikikomori

Uno studio effettuato in Giappone ha rivelato, attraverso un’analisi di regressione multipla, che coloro che soffrono di questo desiderio patologico di stare in disparte, sono “ansiosi/depressi”, si lamentano spesso, e non comunicano con i genitori. A questo si aggiunge l’uso eccessivo di Internet. Questi risultati possono aiutare a definire le persone che sono a rischio di sviluppo la sindrome degli hikikomori.

L’esordio avviene durante l’adolescenza o la prima età adulta e, in media, occorrono 4 anni prima che i sintomi vengano affrontati clinicamente; il trattamento spesso prevede la correzione del ritmo circadiano, la terapia cognitivo comportamentale e la terapia farmacologica sintomatica.

Nuova scoperta: il ritiro sociale degli hikikomori potrebbe avere una spiegazione anche nel sangue

Gli hikikomori potrebbero avere dei particolari marcatori nel sangue. Lo afferma un nuovo studio condotto in Giappone. In base a degli esami specifici effettuati sul sangue di alcuni hikikomori, potrebbe essere possibile capire la gravità della patologia e anche diagnosticarla per tempo, grazie alla presenza di alcuni marcatori nel sangue.

In questo modo si potrebbe intervenire prima sul fenomeno, evitando che si aggravi. Per le ricerche è stato raccolto e analizzato il plasma di 42 hikikomori ed è stato messo a confronto con quello di altre 42 soggetti sani.

Questo nuovo studio ha evidenziato che il sangue degli hikikomori contiene livelli più elevati di ornitina, legata alla regolazione della pressione arteriosa, di acil-carnitine a catena lunga, che porta energia al cervello, e dell’enzima arginasi.
Invece c’è minore bilirubina e arginina.

È rivoluzionario aver scoperto che si può scoprire qualcosa in più grazie alle analisi del sangue, per arginare il fenomeno prima che si aggravi.

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