Gravidanza: l’importanza dell’acido folico

Assumere acido folico in gravidanza è uno step fondamentale nonché l'unico metodo accertato per la prevenzione di una grave malformazione ai danni del feto, la spina bifida, una condizione incurabile che ha pesanti ripercussioni sulla vita del nascituro. In gravidanza il fabbisogno di vitamina B9 cresce, per questo è fondamentale assumere integratori. Vediamo come e per quanto tempo

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    Gravidanza: l’importanza dell’acido folico

    Gli alimenti che contengono acido folico sono fondamentali per il benessere del feto e devono essere inseriti nella dieta della gravidanza, così come specifici integratori di questa vitamina che dovranno essere assunti specialmente nel primo trimestre. L’acido folico in gravidanza è importante poiché è stato dimostrato come possa prevenire alcuni gravi danni a carico del feto, come la spina bifida, una malformazione congenita della colonna vertebrale e del midollo spinale che condiziona a diversi livelli la vita del nascituro. Ad oggi l’unica prevenzione possibile, in questo senso, è rappresentata proprio dall’assunzione di acido folico in gravidanza. Vediamo a cosa serve e il dosaggio consigliato.

    A cosa serve

    L’acido folico è la forma biologicamente attiva della vitamina B9 e si tratta di una sostanza fondamentale per il benessere dell’organismo in generale: infatti serve per la sintesi e la produzione dei globuli rossi, essendo quindi indispensabile per combattere condizioni come l’anemia.

    L’acido folico serve anche per il trattamento di alcune condizioni infiammatorie dello stomaco, come le ulcere, e contro l’idropisia, ovvero l’accumulo di liquidi nei tessuti interni del corpo. Grazie alle sua caratteristiche, questa sostanza serve anche a migliorare la circolazione del sangue e, se assunta insieme alla vitamina B12, può costituire un valido aiuto contro il dolore e i fastidi collegati all’artrite.

    L’acido folico in gravidanza serve per la prevenzione della spina bifida, una grave patologia che colpisce circa 5 bambini su 10.000 nati in Italia; si tratta di una rara malformazione a carico della colonna vertebrale e del midollo spinale, che però può coinvolgere lo sviluppo del cervello del feto e avere come conseguenza anche cardiopatie e difetti del tratto urinario. La spina bifida purtroppo è una malattia incurabile, e nel momento in cui si manifesta esistono solo cure “palliative”, come gli interventi chirurgici che mirano a ridurre le conseguenze più gravi della patologia.

    L’unico modo per combattere efficacemente questa grave malformazione, è proprio la prevenzione tramite l’assunzione dell’acido folico in gravidanza: è stato dimostrato che grazie all’integrazione di questa vitamina l’incidenza dei difetti del tubo neurale si riduce del 70%. Inoltre, uno studio condotto dai ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam ha evidenziato come la vitamina B9 sia importante anche per prevenire disturbi dell’umore nel bambino: secondo gli studiosi, un’assunzione scarsa di questa sostanza, può portare a un aumento del rischio di disturbi emotivi e comportamentali a partire dai 18 mesi d’età.

    Dosaggio

    L’acido folico si trova in molti alimenti (verdura a foglie verdi, arance, cereali, legumi, fegato), ma la sua assunzione con la dieta non è sempre sufficiente. Durante la gravidanza, infatti, il fabbisogno di acido folico raddoppia, passando da 0,2 mg al giorno a 0,4 mg al giorno. Poiché spesso l’alimentazione non è sufficiente a integrare l’aumento del fabbisogno giornaliero, è consigliata l’assunzione di specifici integratori di acido folico in gravidanza.

    Normalmente questi apportano 0,4 mg di acido folico, ma esistono anche integratori di 5 mg di questa vitamina: questi ultimi possono essere prescritti dal medico nel caso in cui la donna abbia una grave carenza di questa sostanza oppure il rischio di concepire un bambino affetto dalla spina bifida sia molto alto.

    Quasi il 40% della popolazione soffre della mutazione genetica MTHFR, che tra le varie complicanze (oltre ad esempio, a portare a infertilità) ha proprio il mancato assorbimento nel sangue di acido folico. Ecco perché è bene farsi seguire dal ginecologo non appena si decide di cercare un bambino: infatti è consigliata l’assunzione dell’integratore di acido folico già prima della conclamata gravidanza.

    Per quanto tempo assumerlo

    È bene assumere l’acido folico già durante la fase di ricerca della gravidanza, quindi già qualche mese prima del concepimento: considerando poi che molte donne non si accorgono di essere incinte se non, spesso, dopo un mese dall’avvenuto impianto dell’ovulo in utero, e che la chiusura del tubo neurale avviene entro 28 giorni dal concepimento, risulta ancora più chiara e limpida la necessità di integrare l’acido folico ben prima.

    Le settimane di gestazione più importanti per lo sviluppo del feto e delle aree cerebrali sono quelle tra la quarta e l’ottava; ma poiché la crescita del nascituro non si arresta mai, è bene proseguire l’assunzione di integratori di vitamina B9 fino alla ventesima settimana.

    Per qualunque dubbio si consiglia comunque di rivolgersi al medico curante o al ginecologo che potrà guidare la donna, prescrivendo la giusta dose e durata del trattamento.