Gravidanza: come risolvere i problemi legati alle difficoltà digestive

pancione in primo piano
Foto Shutterstock | Denys Poluliakh

La gravidanza è un momento speciale per ogni donna, ma si tratta anche di un periodo delicato, in cui avvengono profondi mutamenti nell’organismo, tanto ormonali quanto fisici: a questo proposito, possono subentrare dei fastidi e dei malesseri che talvolta limitano l’attività quotidiana della futura mamma. In tal senso, le difficoltà digestive in gravidanza sono i disturbi più comuni che la maggior parte delle donne si trova a dover affrontare.

Durante i primi 3 mesi, le problematiche non sono legate alle dimensioni dell’utero, in fase di crescita ancora contenuta, ma le nausee e spesso il vomito sono frutto di una mera questione ormonale, la Gonadotropina Corionica Umana. Si tratta di quegli stessi ormoni che vengono rilevati nel sangue o nelle urine per accertare la gravidanza durante le primissime settimane.

Man mano che i suoi livelli nel sangue aumentano, le nausee mattutine possono diventare più importanti e raramente portano a una condizione chiamata iperemesi gravidica, che può generare persino una perdita di peso. In questi casi, più che alla digestione, il malessere è strettamente legato alla nuova condizione ma, dopo la decima settimana circa, tali ormoni cominciano a diminuire e comunque l’organismo tende ad adeguarsi.

Le vere e proprie difficoltà digestive cominciano quando le dimensioni della pancia iniziano a farsi importanti, specie nel secondo trimestre: si ha un senso di pienezza già dopo pochi bocconi, durante i pasti, oppure si può avvertire un peso sullo stomaco.

In queste condizioni potrebbe insorgere anche l’iperacidità, molto simile al reflusso gastroesofageo o alle nausee mattutine delle prime settimane. Naturalmente, si tratta di una condizione del tutto naturale, che non deve preoccupare la futura mamma, ma di certo può essere migliorata seguendo poche, semplici regole.

Piccoli pasti e tisane a base di zenzero

Di sicuro, mangiare troppo, soprattutto durante un singolo pasto, non è salutare per nessuno e questo è ancora più vero per una donna in dolce attesa. Fare piccoli pasti durante la giornata eviterà di sovraccaricare il sistema digestivo e contrasterà ottimamente l’iperacidità, perché lo stomaco non sarà mai né troppo vuoto né troppo pieno. È inoltre consigliabile masticare a lungo ed eliminare, o comunque limitare, i cibi troppo grassi e pesanti, prediligendo quelli freschi e facilmente assimilabili.

Mangiare frutta e verdura in quantità adeguate fa bene alla salute della madre e del feto e idraterà correttamente il corpo: in tal senso, anche bere spesso può essere di grande aiuto nell’impedire il reflusso degli acidi gastrici. L’importante sarà non abusare mai di succhi o bevande zuccherate o gassate, prediligendo centrifugati, tisane oppure acqua.

Ci sono anche alcune sostanze che limitano il senso di nausea e gonfiore, uno su tutti è lo zenzero: lo si può consumare al naturale oppure come tisana, magari in abbinamento alla camomilla. La liquirizia, invece, ha proprietà antinfiammatorie notevoli, mentre la menta lascia un senso di freschezza e tende a rilassare i tessuti muscolari.

Naturalmente, occorre non esagerare mai con le quantità, limitandosi all’assunzione al momento di malessere e magari consultando il proprio specialista di fiducia per chiedere consiglio sul consumo ideale di questi elementi nella propria dieta. Il medico potrebbe anche prescrivere rimedi farmacologici a base di citrati e arricchiti con vitamina B6.

Infine, soprattutto in gravidanza è importante nutrirsi in modo bilanciato e adeguato per fare fronte alla nuova condizione senza appesantirsi oltremisura. L’ideale sarebbe terminare la gestazione al massimo con 12-15 in più rispetto al peso di partenza.

Anche i chili in eccesso, infatti, oltre a non essere salutari in nessuna condizione e ancora meno in quella gravidica, rendono ancora più difficile una corretta digestione. Infine, può essere utile muoversi facendo anche solo una passeggiata ogni giorno per favorire la digestione e anche la circolazione sanguigna.