Giornata per la prevenzione del suicidio: l’importanza di non essere da soli

Le richieste di aiuto sono aumentate dopo la pandemia: la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio vuole sensibilizzare sull'importanza di non sentirsi soli davanti ai momenti più bui.

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio
Foto Shutterstock | Africa Studio

L’ascolto è la prima arma contro il suicidio: cercare aiuto è importante, perché da soli è davvero difficile riuscire a combattere un nemico tanto invisibile quanto pericoloso. E se i dati rivelano come i tentativi di togliersi la vita siano aumentati in questo periodo post pandemia, è pur vero che sono sempre più i servizi a supporto di chi ha bisogno di essere soccorso in un frangente delicato della propria vita. La Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio vuole sensibilizzare nei confronti di questo tema così importante, spingendo chiunque ne senta la necessità a mettersi in contatto con gli appositi numeri verdi che offrono assistenza psicologica.

Giornata per la prevenzione del suicidio: numeri in aumento

Da un anno e mezzo a questa parte, stiamo affrontando una difficile situazione. La pandemia di Covid-19 ha reso più fragili molte persone, soprattutto durante i periodi di lockdown. Ci si aspettava un aumento dei dati riguardanti i suicidi, ma a livello internazionale i numeri sembrano rassicuranti. In effetti, le richieste d’aiuto alle organizzazioni di volontariato che offrono supporto psicologico sono triplicate rispetto al periodo pre-pandemia, con quasi 3mila segnalazioni che sono state registrate nel primo semestre del 2021. Tuttavia, il timore di un drastico aumento dei casi di suicidio o tentato suicidio non si è rivelato fondato.

I dati emersi a livello internazionale nell’ultimo anno rivelano che il trend non è in crescita – anzi, in alcuni casi è persino in diminuzione, come ha spiegato il professor Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria della Sapienza Università di Roma e direttore del Servizio di Prevenzione del Suicidio dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea. Segno, quest’ultimo, che il servizio d’ascolto sta funzionando a dovere, aiutando le persone più fragili ad affrontare le loro difficoltà senza arrivare al gesto estremo di togliersi la vita.

Suicidio, i fattori di rischio e come prevenirlo

Cosa succede nella mente di chi tenta il suicidio? Avere pensieri di morte è un fatto piuttosto ricorrente, sebbene non se ne parli molto. Malattie mentali come la depressione, la schizofrenia e il disturbo bipolare sono fattori di rischio da non sottovalutare, ma gli elementi ai quali prestare attenzione sono molto più numerosi. Anche quelli che possono sembrare banali problemi della vita di tutti i giorni possono trasformarsi in ostacoli insormontabili, davanti ai quali alcune persone potrebbero sentire l’insopprimibile bisogno di mettere fine alle proprie sofferenze.

Difficoltà finanziarie, problemi con l’alcol o con le droghe, divorzi o separazioni, allontanamento dai figli, sensazione di solitudine o maltrattamenti possono scaturire in un tentativo di suicidio. Ad aumentare il rischio, si segnalano anche precedenti tentativi (anche da parte di persone vicine al soggetto in questione), facilità d’accesso a mezzi letali e assenza di sostegno sociale. Come è possibile prevenire il suicidio?

Si parla innanzitutto di prevenzione primaria: è una vera e propria campagna di sensibilizzazione, volta ad informare i cittadini sul reale problema del suicidio, a ridurre lo stigma sulle malattie mentali e ad abbattere i pregiudizi nei confronti di chi si rivolge agli operatori che agiscono nell’ambito della salute mentale. Quando ormai i pensieri suicidari sono in corso, è importante riuscire a chiedere aiuto. Da soli è difficile riuscire a farcela, ma con il giusto sostegno si può riprendere in mano la propria vita. Fondamentale è anche l’assistenza di chi circonda un soggetto fragile: individuare precocemente i segnali che possono indicare un tentativo di suicidio può fare davvero la differenza.