Giornata mondiale dell’epatite: i dati dell’Oms

L'obiettivo dell'Oms è quello di provare ad eliminare l'epatite, una malattia che colpisce oltre 350mila persone nel mondo, entro il 2030

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Il 28 luglio è in tutto il mondo la Giornata mondiale dell’epatite. Questa ricorrenza è supportata dall’Organizzazione mondiale della sanità che si “unisce alla comunita mondiale” per celebrare il momento. L’epatite è una patologia che coinvolge oltre 354 milioni di persone nel mondo. Inoltre, ogni giorno, si verificano oltre 8mila nuove infezioni di epatite B e C, due dei cinque ceppi principali del virus. La malattia, se non curata, può diventare cronica e potrebbe causare diversi problemi, tra cui due particolarmente conosciuti: la cirrosi epatica e il tumore al fegato.

Lo slogan di quest’anno per la Giornata mondiale dell’epatite è: “L’epatite non può aspettare“. Con questo claim l’Organizzazione mondiale della sanità vuole sensibilizzare tutti i Paesi del mondo e lavorare con loro per eliminare l’epatite virale. L’obiettivo, secondo quanto emerso, è quello di provare ad eliminare la malattia entro il 2030. Gli esperti, inoltre, sostengono che la malattia può essere debellata solo se ci sarà uno “sforzo congiunto” da parte di tutti i Paesi.

I principali ceppi dell’epatite

I ceppi principali dell’epatite sono cinque: A, B, C, D ed E. Le più pericolose, allo stesso livello, sono la B e C. Ogni anno questi due ceppi provocano 1,1 milioni di morti e 3 milioni di nuove infezioni nel mondo. Secondo i dati Oms, a pesare maggiormente sono le mancate diagnosi e cure. Nel mondo, infatti, solo il 10% riceve una diagnosi accurata e solo il 22% cure adeguate.”Sebbene siano stati compiuti progressi nella risposta all’epatite, c’è ancora molto strada da fare” ha detto l’Oms.

L’obiettivo per l’Oms, come detto, è quello di debellare il virus dell’Hcv, causa della malattia, come problema di salute pubblica entro il 2030. Inoltre, un secondo obiettivo è quello di riuscire a dare una diagnosi al 90% dei pazienti e riuscire a trattarne adeguatamente almeno l’80%. Il dato emerso sul 2019, però, è che solo il 21% dei 58 milioni di persone con infezione cronica da Hcv ha ricevuto una diagnosi adeguata. Di questi, solo 9,4 milioni sono stati curati.

L’Oms, per provare a contrastare questo problema, ha deciso di promuovere una guida per il self-testing per l’epatite C. Questo è uno strumento decisamente importante per riuscire a raggiungere, entro il 2030, gli obiettivi prefissati.