Giornata mondiale contro l’AIDS, a che punto è il pregiudizio?

Oggi, come ogni 1° dicembre, è la giornata mondiale contro l'AIDS. Questa è la motivazione giusta per attirare l'attenzione sulla discriminazione e combattere il pregiudizio, non solo in Italia, ma nel mondo intero, dove circa 38 milioni di persone vivono con l'HIV e sono discriminate.

Fiocco rosso contro l'AIDS
Foto Shutterstock | Chinnapong

Oggi, come ogni 1° dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS. Questa è la motivazione giusta per attirare l’attenzione sulla discriminazione e combattere il pregiudizio, non solo in Italia, ma nel mondo intero, dove circa 38 milioni di persone vivono con l’HIV e, purtroppo, sono ancora svantaggiate ed escluse. Scopriamo i dettagli.

A che punto è il pregiudizio contro chi è affetto da AIDS?

foto della giornata mondiale aids
world aids day
Foto Shutterstock | NStafeeva

In Italia attualmente ci sono circa 130 mila sieropositivi. La Giornata mondiale contro l’AIDS è stata istituita nel 1988 per sensibilizzare la popolazione, ma anche per far sì che la gente si informi.

Identificata per la prima volta nel 1984, l’AIDS ha all’attivo oltre 35 milioni di morti, un numero spaventoso che la rende una delle pandemie più distruttive della storia.

Quello che uccide è la disinformazione, l’ignoranza e il pregiudizio, nonostante i progressi scientifici fatti che permettono ai sieropositivi di vivere una vita normale, addirittura con la possibilità di arrivare a carica virale zero.

Più che dell’AIDS, però, bisognerebbe avere timore del pregiudizio, perché purtroppo ancora oggi c’è molta ignoranza in merito e i sieropositivi devono affrontare discriminazioni quotidiane.

AIDS nel 2020: l’attenzione su Covid potrebbe causare  500 mila morti in più

Una grande preoccupazione, oggi, è quella segnalata dal segretario Onu Guterres: l’interruzione dei servizi sanitari, per permettere l’assistenza ai casi di Sars-Cov-2 nel mondo, potrebbe avere effetti devastanti sui pazienti sieropositivi.

La sindrome da immunodeficienza acquisita, ossia la grave immunodepressione causata dall’infezione di HIV, potrebbe portare nel solo continente africano (dove risiede la maggior parte della popolazione positiva al virus, principalmente donne) tra il 2020 e il 2021 a 500 mila morti in più: un livello di mortalità paragonabile a dodici anni fa.

Giornata mondiale contro l’AIDS: gli ultimi dati

Secondo gli ultimi dati pubblicati nel Notiziario redatto dal Centro Operativo AIDS, nel 2021 sono state 1.770 le nuove diagnosi di infezione da Hiv,pari a tre nuovi casi per 100mila abitanti.

Un dato, per fortuna, inferiore agli altri paesi europei dove l’incidenza è di 4,3 nuovi casi per 100mila abitanti.

In troppi, purtroppo, scoprono l’infezione quando è in fase avanzata. Un terzo delle persone che hanno ricevuto una nuova diagnosi, scopre di essere HIV positivo perché subentrano sintomi o patologie correlate e la malattia si conclama in AIDS.

Ecco perché è importante fare il test, per la prevenzione, perché se ci si cura prima che la sieropositività diventi AIDS, le probabilità di vivere normalmente sono elevatissime.

Si spera che presto possa sparire il pregiudizio e possa crescere la cultura della prevenzione.