Il 15 settembre è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sul Linfoma

Linfoma

Foto Shutterstock | Jo Panuwat D

Il 15 settembre ricorre la Giornata Mondiale della Consapevolezza sul Linfoma, un appuntamento molto importante che vuole richiamare l’attenzione su una malattia del sangue purtroppo abbastanza diffusa. Istituita per la prima volta nel 2004 dall’organizzazione no profit Lymphoma Coalition, la giornata mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sui vari tipi di linfoma cercando di fare informazione sui sintomi e il trattamento di questa patologia, ma anche sull’importanza della prevenzione. Inoltre è un’occasione importante per parlare del modo in cui le istituzioni debbano impegnarsi per supportare i pazienti anche dopo la guarigione, nel loro percorso per ritornare ad una vita normale.

Linfoma, nuove speranze di cura

Il linfoma è un tumore del sangue causato dalla proliferazione incontrollata dei linfociti, particolari globuli bianchi coinvolti nel delicato equilibrio del nostro sistema immunitario. Tali cellule possono essere di due tipi: i linfociti B si sviluppano nel midollo osseo, mentre i linfociti T si sviluppano nel timo. Sulla base di questa categorizzazione, si distinguono due principali tipi di cancro. Il linfoma di Hodgkin ha origine dalle diffusione incontrollata dei linfociti B, mentre il linfoma non Hodgkin, la forma più comune, può coinvolgere entrambe le tipologie di linfociti.

Questo tipo di tumore del sangue è molto diffuso: si stima che ogni anno colpisca circa 735mila persone. In Italia, nel 2020, si sono avute oltre 15mila nuove diagnosi di linfoma, di cui poco più di 2mila riguardano il linfoma di Hodgkin – che ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni più elevato rispetto all’altra forma. I numero sono dunque importanti, e mai come ora è fondamentale sensibilizzare su questa malattia per evidenziare il ruolo preminente della prevenzione e della diagnosi precoce. Ma anche per spingere la ricerca verso nuove cure, così da migliorare il tasso di sopravvivenza e da garantire una qualità della vita maggiore.

Attualmente, la terapia per i linfomi è inevitabilmente polichemioterapica, e si basa su un mix tra classici farmaci chemioterapici e da anticorpi monoclonali. Nei casi di linfoma aggressivo, è possibile ricorrere anche al trapianto autologo, utilizzato soprattutto per le recidive. Ma la ricerca prosegue, e proprio di recente è stato approvato un nuovo protocollo terapeutico per il linfoma diffuso a grandi cellule B, una delle forme più comuni della malattia.

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