Genova, scoperta la terapia contro la sclerosi multipla

Lo studio rappresenta un importante passo avanti nella lotta alla sclerosi multipla, in grado di cambiare la storia della malattia dei pazienti

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Foto Getty Images| Andy Buchanan – WPA Pool

L’intensa immunosoppressione seguita da trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche blocca la progressione della malattia della sclerosi multipla. La scoperta arriva da uno studio coordinato dall’Ospedale Policlinico San Martino e dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova e pubblicato sulla prestigiosa rivista Neurology.

Che cosa prevede la terapia: lo studio

Lo studio del Prof. Gianluigi Mancardi e del Dott. Giacomo Boffa, che ha coinvolto 20 centri italiani, ha preso in esame i pazienti con sclerosi multipla aggressiva che hanno subito un trapianto in Italia dal 1998 al 2019 e che sono stati seguiti lungo un monitoraggio medio di circa 6 anni.

Il lavoro ha previsto un’intensa immunosoppressione iniziale, per eliminare l’infiammazione del sistema nervoso che caratterizza la malattia, seguita da una re-infusione delle cellule staminali ematopoietiche precedentemente raccolte dal paziente stesso, per la formazione di un nuovo sistema immunitario, più tollerante e meno aggressivo.

I dati dimostrano che oltre il 60% dei pazienti non ha un aggravamento della disabilità dopo 10 anni dal trapianto e in molti casi si osserva anche un miglioramento del quadro neurologico duraturo nel tempo“, spiega l’Ospedale San Martino in una nota. “I risultati ottenuti sono di fondamentale importanza nel contesto attuale della malattia“, aggiunge Boffa.

Le diverse forme di sclerosi multipla

La sclerosi multipla colpisce circa 3.400 persone ogni anno in Italia, con un’età di esordio generalmente tra i 20 e i 40 anni. La maggior parte delle persone affette da questa malattia presenta una forma in cui il danno a livello neurologico si accumula molto lentamente. Esiste invece una piccola parte di pazienti, quasi il 10% dei casi, che presenta forme di sclerosi multipla particolarmente aggressive e che risponde poco alle terapie. In questi soggetti è necessario agire prontamente, in quanto la malattia può causare danni irreparabili in poche settimane o pochi mesi.

All’inizio ci si rivolgeva a soggetti con una malattia in fase avanzata che si rispecchiava in una grave disabilità“, precisa il Professor Mancardi, uno dei pionieri del trapianto autologo di cellule staminali in persone affette da sclerosi multipla. E spiega: “Ora invece il target è composto da pazienti che non rispondono alle terapie, anticipando il trapianto autologo nel tempo: nel momento in cui ci si accorge che la persona non risponde alle terapie tradizionali, il trapianto autologo è una delle opzioni più importanti“.

Un passo importante nella lotta alla malattia

Lo studio dell’Ospedale San Martino di Genova rappresenta un importante passo avanti nella lotto alla sclerosi multipla, come spiega la Prof.ssa Matilde Inglese, responsabile del Centro Sclerosi Multipla del San Martino e dell’Università di Genova: “I risultati raggiunti dimostrano come il trapianto di staminali ematopoietiche sia una procedura in grado di cambiare la storia della malattia di questi pazienti, poco rappresentati negli studi clinici, con effetti positivi che si protraggono per anni dopo il trattamento“.