Fumo: non calano i fumatori, ma fumano meno

Quasi un Italiano su quattro fuma: uno zoccolo duro che persiste nonostante i sei anni di legge Sirchia

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    Fumo: non calano i fumatori, ma fumano meno

    Sono già passati sei anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia, che mirava, in particolare, alla riduzione del fumo passivo, vietando di fumare nei locali pubblici. Qual è dunque il panorama attuale della lotta al fumo: quali risultati sono stati raggiunti e quali no?

    La dipendenza dalle sigarette

    Partiamo prima di tutto con le definizioni corrette: fumare non è un vizio, non è abitudine ma è una dipendenza, come tale appartiene alla famiglia delle tossicomanie e quindi è una vera e propria malattia, a cui si può guarire solamente curandosi.

    Come tutte le malattie ha delle cause, in particolare per le sigarette sono le sostanze contenute a creare la dipendenza: in una sigaretta sono contenuti idrocarburi aromatici, nitrosamine, benzoantracene e benzopirene. Ma non sono solo queste le sostanze contenute oltre la nicotina, perché il problema arriva di fronte alle sostanze irritanti come acido cianidrico, acetaldeide, formaldeide, e ammoniaca. A pensare a che cosa si fuma, solo un incosciente accenderebbe la sigaretta, ma purtroppo la gente non pensa.

    Se si guardano i dati statistici si nota poi che le case di produzione, anche quando scrivono “Light” sul pacchetto, stanno ben attente a fare in modo che le sigarette contengano una quantità di tabacco sufficiente non tanto al piacere personale, ma a scatenare la dipendenza.

    La battaglia al fumo passivo ha sicuramente segnato una vittoria: gli oltre 17 mila controlli svolti dai NAS, dal 2005 ad oggi in numerose tipologie di locali italiani, hanno evidenziato un sostanziale rispetto della legge Sirchia. Nel solo 2010, su oltre 3000 ispezioni, sono state contestate solo 269 infrazioni, di cui 144 a persone che fumavano dove era vietato, mentre le restanti per errori nell’affissione dei divieti o nella struttura dei locali per fumatori.

    Non si è, però, registrato un sostanziale calo del numero di fumatori: secondo i dati Istat, riferiti a oltre 60 mila interviste a persone con più di 14 anni, la percentuale attuale dei fumatori è del 22,6%, mentre nel 2003 era del 23,8%, e in questi sei anni il numero è stato altalenante tra il 22 e il 23%. Possiamo dire, quindi, che persiste nel vizio quasi un Italiano su quattro.

    La fascia che conta più fumatori è quella dei giovani adulti, tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 32.3%, addirittura in crescita rispetto al 2009. Fumatori che non si arrendono ma che, probabilmente, fumano meno.

    Questo perché si è registrato un calo delle vendite di sigarette del 12% dal 2003 a oggi: secondo i dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), nel corso del 2009, sono stati venduti oltre 106 milioni di pacchetti in meno, tornando ai dati di vendita di 20 anni fa.