Fumo: il vizio si “trasmette” di padre in figlio

Il fumo è un vizio deleterio che si può trasmettere ai figli: nelle famiglie con genitori fumatori, il rischio che i figli comincino a fumare è del 24%, il doppio rispetto ai nuceli famigliari non fumatori

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    Fumo: il vizio si “trasmette” di padre in figlio

    Genitori, attenti al cattivo esempio che date ai vostri figli, perché il vostro cattivo vizio del fumo rischia di essere contagioso. Essere abituati fin da piccoli ad avere attorno persone che fumano induce i giovani ad accostarsi più facilmente alle sigarette sviluppando una dipendenza difficile da estirpare. Una ricerca portata avanti di recente ha preso in considerazione il comportamento degli adolescenti che fumano, mettendo in evidenza che essi iniziano a fumare soprattutto in estate, per poi non smettere più.

    Genitori che fumano

    I padri trasmettono l’abitudine ai figli maschi, mentre la propensione delle madri al fumo si passa alle figlie femmine: ecco quanto è emerso nel corso di una ricerca, condotta da Maria Loureiro dell’Universidade de Santiago de Compostela, in Spagna, per indagare sulle possibilità di trasmissione del vizio del fumo di generazione in generazione, di padre in figlio.

    Un nesso ben preciso e una distinzione di genere altrettanto precisa: “il fatto che una madre abbia il vizio del fumo non sembra avere un impatto sul vizio del figlio maschio e, analogamente, un padre che fuma non pregiudica il comportamento della figlia” ha sottolineato la ricercatrice spagnola.

    Per giungere a questa conclusione inedita, nel corso della sperimentazione pubblicata sull’Oxford Bulletin of Economics and Statistics, gli esperti iberici hanno analizzato, confrontato e monitorato una serie di dati oggettivi e statistici, raccolti tra il 1994 e il 2002 dal British Household Panel Survey, sui prodotti consumati dalle famiglie, tabacco compreso.

    Il vizio si impara, soprattutto tra le mura domestiche, le percentuali parlano chiaro. Infatti, il rischio di accendersi una lunga serie di sigarette è del 24% per un giovane con genitori fumatori, mentre scende al 12% se il fumo non è un’abitudine di famiglia.

    Il brutto vizio nasce da giovanissimi e, spesso non si perde per strada, infatti, il fumo è un’abitudine malsana anche di molti adulti. Sono più di dieci milioni gli italiani, giovani e meno giovani, che si accendono, in media, ogni giorno, tredici sigarette.

    Al capoluogo lombardo spetta un triste primato, quello della città con il numero maggiore di giovani fumatori, soprattutto tra le ragazze. Il fumo si conferma un vizio più al femminile, anche se si osservano i dati relativi agli ex fumatori: sono circa il doppio gli uomini che hanno detto addio per sempre al fumo, rispetto alle donne.

    Una cattiva abitudine che rischia di costare davvero cara: sono in costante aumento i numeri dei tumori, soprattutto polmonari, e delle malattie cardiovascolari, che annoverano tra i primi e più pericolosi fattori di rischio proprio il fumo. Nella sola provincia milanese i numeri dell’incidenza dei tumori parlano di un aumento di circa l’80% nell’arco degli ultimi anni.

    I giovani iniziano con l’estate

    Spesso si inizia per scherzo, in tempo di vacanza, magari approfittando della compagnia dei amici. In genere gli adolescenti pensano di poter rinunciare alle sigarette quando vogliono, ma l’indagine ha permesso di appurare che un’abitudine iniziata a partire da un momento di spensieratezza estiva diventa qualcosa di radicato. In pratica si inizia per fare uno strappo alle regole e poi non si riesce più a smettere di fumare. In particolare a correre questo rischio sono le ragazze, come è evidenziato dallo studio.

    Gli esperti spiegano che il pensare di smettere di fumare in qualsiasi momento, semplicemente limitando la quantità di sigarette, si rivela una convinzione del tutto falsa. Infatti la nicotina crea dipendenza, anche se se ne assumono piccole dosi. Per questo si può incorrere in vere e proprie crisi di astinenza con sintomi tipici come irritabilità, difficoltà di concentrazione e alterazioni del ritmo cardiaco. La prevenzione deve puntare essenzialmente sugli adolescenti, da questo punto di vista considerati come i soggetti più a rischio.

    È proprio nel periodo dell’adolescenza infatti che si possono mettere in atto meccanismi di coinvolgimento che possono essere decisivi nel far diventare fumatori. È importante quindi agire prima che il fumo si trasformi in dipendenza.