Il fumo danneggia (anche) la bocca: lo conferma la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

Meno di 1 italiano su 2 durante il lockdown ha provato a smettere di fumare e il 30% ha aumentato il consumo di sigarette: con le riaperture e minore stress, è il momento di agire per riuscire a smettere

fumo passivo
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Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Oggi si celebra la Giornata Mondiale Senza Tabacco, un’occasione per fare il punto della situazione sul rapporto delle persone col fumo.

Secondo la Società italiana di Parodontologia e Implantologia, basandosi su un’indagine condotta da LILT e SWG su 2.600 italiani, nel nostro paese davvero pochi fumatori sono riusciti a sfruttare il periodo del lockdown per riuscire a smettere con le sigarette. Meno di 1 su 2 ci ha provatoNonostante la convivenza forzata con anche persone non fumatrici, chi ha questa abitudine durante la quarantena ha tendenzialmente mantenuto il consumo solito o l’ha aumentato a causa della difficile gestione dell’ansia e dello stress.

In realtà, secondo gli esperti della SIdP, smettere di fumare non solo aiuta a mantenere i polmoni più sani e quindi a contrastare meglio un eventuale contagio da Covid, ma è anche fondamentale per mantenere più sana la propria bocca. Infatti, il fumo da sigaretta raddoppia o triplica il rischio di avere una parodontite, un’infiammazione delle gengive che se non curata può portare fino alla caduta dei dentiInoltre, il tabacco  non solo peggiora lo stato di salute orale, ma rende anche più difficile se non addirittura impossibile la guarigione dopo alcuni interventi chirurgici. 

Luca Landi, presidente SIdP, ha commentato questi dati spiegando che paura, ansia e stress sono in molti casi il vero ostacolo alla cessazione del fumo, che diventa la valvola di sfogo per riuscire a sopportare e gestire emozioni negative. Durante il lockdown il 30% ha fumato di più  e il 15% ha visto ridursi la motivazione a smettere.

Alla luce delle potenziali difficoltà respiratorie e della maggiore esposizione al Covid, oltre alle difficoltà dei sempre più pazienti con parodontite, Landi ha sottolineato la necessità di prendere parte a percorsi guidati per uscire dal vizio del fumo. Le strategie di controllo, spiega, sono essenziali perché fumo, stress e placca batterica possono innescare un circolo vizioso potenzialmente esplosivo.

Deve esserci quindi un lavoro coordinato anche con odontoiatra e igienista, che ora superato il momento peggiore della pandemia e con un lento ritorno alla normalità, possono aiutare il paziente con un programma specifico: così ha aggiunto Silvia Masiero, coordinatore commissione editoriale SIdP. I professionisti possono valutare il grado di dipendenza e quindi cucire su misura un percorso davvero efficace: a volte basta semplicemente innescare un processo di distrazione dal vizio tramite la respirazione, l’attività fisica e l’idratazione. Gesti semplici che possono fare la differenza.

Bisogna riuscire a far capire al paziente che smettere col fumo porta con sé tutta una serie di vantaggi, non solo per la salute ma anche per quanto riguarda l’aspetto: i denti a causa del tabacco tendono a ingiallirsi, mentre smettendo è possibile iniziare un percorso di sbiancamento, mantenendo sano il sorriso.