Febbre del Nilo: cos’è, i sintomi e come si cura

La febbre del Nilo, chiamato anche virus West Nile, è uno dei flavivirus (genere di virus a RNA a singolo filamento positivo (+)ssRNA appartenenti alla famiglia Flaviviridae) più diffusi al mondo. Vediamo i sintomi e come si cura.

zanzara su una foglia
Foto Unsplash | Erik Karits

Articolo aggiornato il 1 Novembre 2023

La febbre del Nilo, chiamato anche virus West Nile, è uno dei flavivirus (genere di virus a RNA a singolo filamento positivo (+)ssRNA appartenenti alla famiglia Flaviviridae) più diffusi al mondo.

Questo virus è endemico da anni in varie regioni del mondo. Tutti i continenti ne sono colpiti, ma in misura diversa.

Il virus è diffuso anche ai tropici in tutte le aree del Mediterraneo e dell’Europa. Sono spesso colpite la Francia meridionale, l’Italia settentrionale, la Grecia e gran parte dei Balcani.

Come si trasmette la Febbre del Nilo e quali sono i sintomi?

Il virus viene trasmesso principalmente da alcuni tipi di zanzare, le Culex. La durata della stagione favorevole alle zanzare varia a seconda del clima locale e delle fluttuazioni meteorologiche. Nell’ Europa meridionale, le trasmissioni si osservano spesso fino a novembre.

In particolare, le persone che, a causa della vecchiaia o dell’immunodeficienza, hanno un rischio maggiore di ammalarsi gravemente a causa di un’infezione della Febbre del Nilo, possono prevenire il rischio a monte, proteggendosi dalle punture di zanzara.

Ciò include indossare camicie/camicette a maniche lunghe e pantaloni lunghi in luoghi con note infestazioni di zanzare, stare al chiuso o in stanze con aria condizionata la sera, usare repellenti e insetticidi, usare zanzariere alle finestre. Un vaccino non è ancora disponibile.

I sintomi

Circa il 20% delle persone infette sviluppa una malattia febbrile simile all’influenza che dura dai 3 ai 6 giorni circa. L’esordio della malattia è brusco con febbre (a volte bifasica), brividi, mal di testa e mal di schiena, astenia, mancanza di energie e gonfiore dei linfonodi.

Un’eruzione cutanea maculopapulare pallida che si diffonde dal tronco alla testa e agli arti capita in circa il 50% degli infetti.

Sono pochissime le persone che si ammalano di una forma neuroinvasiva della malattia. La maggior parte di questi pazienti sviluppa una meningite benigna. In rari casi si sviluppa l’encefalite.

Febbre del Nilo, come si cura?

Dalla febbre del Nilo occidentale di solito si guarisce senza complicazioni. Purtroppo, però, circa il 5-10% dei pazienti con malattia neuroinvasiva muore, in particolare gli anziani ed i pazienti con una precedente malattia cardiovascolare o di immuno-soppressione.

La febbre del Nilo occidentale è trattata sintomaticamente. Non esiste una terapia antivirale specifica. Quindi con analgesici, antipiretici e antinfiammatori.

Se si sospetta di essere stati infettati dalla febbre del Nilo occidentale, bisognerebbe fare immediatamente un esame del sangue approfondito.