Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Il mondo sta entrando in un’era di pandemia. Lo afferma un rapporto elaborato da 26 scienziati provenienti da tutto il mondo. Tra i firmatari compare anche Silvio Brusaferro, presidente l’Istituto Superiore di Sanità, che ha rilanciato il documento. Il rapporto è stato pubblicato sul sito della Commissione Europea in occasione del Global Health Summit.

Per ridurre il rischio di future pandemie dobbiamo anche affrontare il legame tra crisi sanitarie, povertà, disuguaglianze strutturali e degrado ambientale“, ha affermato Silvio Brusaferro, durante il summit. “La frequenza e la natura delle prossime pandemie dipendono fortemente dalla nostra capacità di adottare stili di vita sostenibili, dall’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile“, conclude Brusaferro.

L’era delle pandemie: come affrontarla

Alla luce di questa asserzione, gli sforzi per affrontare il Covid dovrebbero includere investimenti e misure di risposta in direzione del futuro. Gli esperti sottolineano l’importanza di investire nella prevenzione, inclusi gli investimenti in risorse umane e nella loro formazione, con l’obiettivo di prepararsi ad affrontare altre minacce globali per la salute. “Abbiamo tracciato una mappa per il futuro identificando le aree prioritarie per una azione immediata,  scrivono gli scienziati.

Tra queste: l’accesso globale ed equo alle forniture mediche, ricerca e innovazione, coinvolgimento dei gruppi di ricerca nei paesi a medio e a basso reddito, sorveglianza integrata delle malattie e condivisione dei dati, ascolto delle indicazioni scientifiche. Ma anche rafforzamento del personale e dei sistemi sanitari, capacità produttive regionali, fiducia pubblica, governance ben coordinata e salute sostenibile.

Covid-19, come si evolverà in futuro

Oltre a delineare le linee guida per arginare il rischio di nuove pandemie, il rapporto intende prevedere anche lo sviluppo dell’epidemia in corso. La probabile traiettoria per il SarsCoV2 è di diventare endemica con dei focolai stagionali. Le cause? “La diminuzione dell’immunità naturale, della copertura globale insufficiente dei vaccini e dell’emergere di nuove varianti non controllate dai vaccini attuali“, spiegano gli scienziati. E aggiungono: “Nuove ondate epidemiche sono possibili soprattutto nei paesi con bassa copertura vaccinale“. Questo è quanto emerge dal rapporto elaborato da 26 scienziati da tutto il mondo. Occorre dunque lavorare per raggiungere “un’equità globale nell’accesso alle risorse“: un imperativo morale quanto un’esigenza critica per il controllo della pandemia.

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