Articolo aggiornato il 12 Gennaio 2022

L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che affligge moltissime donne in età riproduttiva: si stima che in Italia siano almeno 3 milioni  le persone che ne hanno avuto diagnosi. Oltre ad essere difficile da individuare, è una patologia che ha un enorme impatto sulla vita quotidiana di chi ne soffre. Spesso provoca dolori molto acuti, tali da rendere impossibile svolgere anche le più comuni attività. Per questo i medici sono alla ricerca di nuove terapie che possano alleviare la sofferenza. È il caso di un farmaco che ha già superato la fase 3 di sperimentazione, ottenendo risultati davvero ottimi.

Il nuovo farmaco contro l’endometriosi

Negli Stati Uniti, alcuni studi condotti su un nuovo farmaco hanno dato risultati promettenti per il trattamento del dolore dell’endometriosi. La molecola, prodotta dalla società farmaceutica ObsEva, si chiama Linzagolix ed è già stata impiegata con successo contro i fibromi uterini. In fase di sperimentazione, le donne coinvolte hanno assunto due diverse dosi (75 mg e 200 mg), riportandone in entrambi i casi effetti benefici.

I dati ottenuti hanno infatti evidenziato una riduzione significativa dei crampi mestruali, del dolore pelvico e della stitichezza (una complicazione piuttosto comune in chi soffre di endometriosi) già a partire da 3 mesi dall’inizio della terapia. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, il più frequente è la presenza di vampate di calore. Si sono verificate nel 20% delle donne che hanno assunto la dose ridotta e in quasi il 50% di quelle che hanno assunto la dose maggiore.

Ma il risultato più importante riguarda la quasi nulla perdita di densità minerale ossea. Questo è infatti un problema molto comune negli altri trattamenti attualmente utilizzati per l’endometriosi. I farmaci in questione inficiano spesso in maniera netta sulla densità delle ossa, aumentando il rischio di problemi come l’osteoporosi. Per questo le donne sono costrette ad interrompere la terapia dopo pochi anni. Il Linzagolix non ha mostrato questo effetto collaterale, se non in proporzione minima in chi assume la dose completa.

Ciò fa ben sperare per tutte coloro che soffrono di forti dolori causati dall’endometriosi. Questo nuovo farmaco è ancora in attesa di approvazione, ed è possibile che venga ben presto impiegato proprio contro questa patologia. “Sebbene ci siano stati recenti progressi nel trattamento non chirurgico dell’endometriosi, c’è ancora un bisogno critico di opzioni terapeutiche per le donne che soffrono di questa condizione cronica” – ha spiegato Hugh Taylor, alla guida di studi clinici alla Yale University.