Endocardite batterica: sintomi, cause e rimedi

Endocardite batterica

Articolo aggiornato il 25 Gennaio 2016

Endocardite batterica

L’endocardite batterica provoca diversi sintomi da poter sconfiggere grazie ad alcuni rimedi. Ma quali sono le cause di questa malattia? Nello specifico, l’endocardite batterica è un’infiammazione dell’endocardio: quest’ultima è la membrana che ricopre le cavità del cuore. L’infiammazione dell’endocardio e delle valvole cardiache può avere natura sia infettiva che reumatica. Questa malattia – che interessa, in special modo, il tessuto delle valvole del cuore – può provocare gravi disturbi cardiaci e conseguenze per la salute e si verifica quando i batteri entrano nella circolazione sanguigna, legandosi a una valvola cardiaca in condizioni anormali o a una parte danneggiata del rivestimento interno del cuore. Ma qual è la sintomatologia legata all’endocardite batterica? Quale il trattamento per sconfiggerla? Scopriamo di più in merito.

I sintomi

I sintomi variano in base al tipo di endocardite, che può essere acuta o subacuta: quando, infatti, i batteri attaccano le valvole cardiache, possono verificarsi delle reazioni diverse. La forma acuta colpisce le valvole sane ed è la meno frequente: in questi casi, si manifestano febbre, brividi, edema polmonare acuto, insufficienza aortica acuta e ascessi multipli nei polmoni per embolia. La forma subacuta – detta anche “malattia di Osler” – è quella maggiormente diffusa e si tratta di un’infezione che attacca chi già soffre di danni alle valvole cardiache per via, ad esempio, di stenosi, insufficienza aortica, cardiopatia congenita o insufficienza mitralica: fanno la loro comparsa febbre, stanchezza, affaticamento, debolezza, malessere generale, mancanza di respiro, lesioni cutanee, colore anomalo delle urine, pallore del viso, rossore e macchie sulla pelle delle mani e dei piedi, cambiamento del ritmo cardiaco, gonfiore ai piedi e gambe, dimagrimento, sudorazione notturna ed eccessiva, dolori muscolari e articolari, splenomegalia – aumento di volume della milza – e segni cutanei porpora sui polpastrelli delle dita di mani e piedi. Possono, inoltre, verificarsi delle complicazioni sia cerebrali che vascolari e renali.

Le cause

Le cause dell’endocardite batterica sono imputabili a batteri e funghi quali, solitamente, stafilococchi, streptococchi, germi gram-negativi e candida albicans: quando questi germi passano nella circolazione sanguigna, si manifesta l’attacco dei microrganismi sulle valvole cardiache. Nei soggetti che hanno un’età superiore ai 50 anni, il focolaio infettivo potrebbe essere a livello digestivo: in questo caso, potrebbe essere presente un tumore al colon. Un’altra causa potrebbe essere un’infezione venosa, spesso comune nei tossicodipendenti che assumono droghe proprio per via endovenosa. L’endocardite batterica è la più pericolosa, in quanto l’attacco dei batteri provoca dei danni non indifferenti a livello tessutale: le valvole possono, infatti, danneggiarsi, ulcerarsi o, addirittura, distruggersi. Fattori di rischio sono, poi, anche interventi dentistici, valvole indebolite e soffi al cuore.

I rimedi

I sintomi di un problema al cuore non vanno mai ignorati: alla loro comparsa, è bene rivolgersi al medico che – attraverso la descrizione della sintomatologia e alcuni esami, tra cui l’ecografia bidimensionale, l’ecocardiografia e le analisi del sangue – effettuerà una corretta diagnosi e stabilirà la terapia più adatta per la guarigione. Trattandosi di una malattia grave, sono diverse le complicazioni cardiache e non che comporta: per queste ragioni, è importante intervenire il prima possibile per evitare il manifestarsi di ictus, aritmie, ascessi cerebrali, danni al cervello, occhi, polmoni, reni, milza, fegato, intestino e giungere alla morte. La cura si basa su antibiotici attivi sul germe isolato con emocoltura: questi farmaci andranno somministrati per via endovenosa, in forti dosi, per almeno 4-6 settimane. A volte, potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico per riparare o sostituire la valvola danneggiata con una protesi: questa procedura si rende necessaria in caso di aggravamento della patologia e se la terapia antibiotica non ha sortito effetti contro l’infezione. Infine, è possibile fare prevenzioneci sono vari modi per proteggere il cuore – in special modo nei soggetti cardiopatici: occorrerà, infatti, seguire una terapia antibiotica ogniqualvolta verranno effettuate procedure a rischio, come tonsillectomie, delle semplici estrazioni o devitalizzazioni dentarie o chirurgia ed endoscopia bronchiali, urologiche, ginecologiche e digestive.

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