Attualmente, la maggior parte dei casi di Covid è da ricollegarsi alla cosiddetta variante delta, molto contagiosa e resistente. Infatti, chi viene colpito può ammalarsi di una forma particolarmente grave di Coronavirus: per essere certi di essere protetti dalla variante e in caso di infezione riscontrare solo eventuali sintomi lievi, è la vaccinazione. L’Agenzia europea per i medicinali, Ema, e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ecdc, hanno confermato che completare il ciclo con due dosi di vaccino garantisce protezione sicura dai casi gravi di delta, abbassando in maniera consistente il rischio di morte. La massima copertura si ottiene tra i 7 e i 14 giorni dopo la seconda iniezione.

I due enti hanno voluto rassicurare ancora una volta la popolazione sulla validità dei vaccini invitandola a partecipare alla campagna di immunizzazione, poiché ad oggi è l’unico strumento efficace e concreto per riuscire a contenere e contrastare la pandemia. Infatti, hanno sottolineato, oggi la mascherina il distanziamento sociale sono misure ancora necessarie, soprattutto per chi non ha ancora ricevuto la seconda dose. D’altronde, l’aumento dei casi in Europa delle ultime settimane desta una certa preoccupazione, seppure i casi gravi siano diminuiti drasticamente di pari passo con l’aumento della percentuale di popolazione immunizzata.

Per velocizzare la campagna, Ema ed Ecdc hanno spiegato che potrebbe essere anche attuabile una riduzione dell’intervallo tra le due dosi di vaccino per soggetti più fragili, che hanno maggior bisogno di essere protetti dalla delta ma non hanno ancora completato il ciclo. Hanno perciò invitato a i vari paesi a prendere in considerazione questa nuova organizzazione della distribuzione delle dosi.

Vaccino e variante delta: l’appello dell’OMS

Sempre a proposito di vaccini data la diffusione della variante delta, si fa sempre più largo l’ipotesi di una di una possibile terza dose per migliorare le difese immunitarie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha però chiesto che questa venga rimandata e di partire con l’eventuale campagna almeno a fine settembre. Questo perché è al momento serve una ridistribuzione delle dosi, dato che ancora non tutti i paesi, soprattutto i più poveri, hanno ricevuto un adeguato numero di vaccini.

L’obiettivo dell’OMS è quello di immunizzare almeno il 10% della popolazione di ogni paese: un obiettivo ambizioso ma necessario, tanto da chiedere ai produttori di dare la priorità ai paesi in via di sviluppo.