Donare il corpo alla scienza dopo la morte: come funziona?

La donazione del corpo alla scienza è un gesto di altruismo che pochi conoscono ma che fa discutere, cerchiamo di saperne di più

donare corpo scienza

Articolo aggiornato il 27 Settembre 2012

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E’ una scelta altruistica, una delle più estreme, simile, ma decisamente diversa da quella della donazione degli organi: è la donazione del corpo alla scienza dopo il decesso. Un’opzione ancora troppo poco praticata in Italia, che divide l’opinione pubblica e che fa discutere. Donare il proprio corpo, la propria salma alla scienza, alla medicina e alla ricerca è un gesto altruistico prezioso per garantire nuovi progressi in campo medico e, soprattutto chirurgico.

Donare il corpo alla scienza: tutti i perché

La donazione del corpo alla scienza ha scopi nobili e intenti ben precisi. In particolare, può essere utile per lo studio anatomico, l’attività e la tecnica chirurgica, la ricerca scientifica. E’ un ottimo “baco di prova” per i giovani aspiranti medici e chirurghi, ma anche un’occasione per affinare le tecniche e innovare i trattamenti per i professionisti, per gli specialisti già esperti.
 
E’ materia di studio, progresso e approfondimento, soprattutto per la chirurgia. Infatti, sono proprio i chirurghi, del presente e del futuro, che “sfruttano” al meglio questo gesto di solidarietà. Gli studenti fanno pratica, cominciano a imparare l’anatomia del corpo umano, ma anche le tecniche chirurgiche; gli specialisti già affermati possono sviluppare e sperimentare nuove tecniche chirurgiche innovative.

La donazione, chi, cosa e come?

Può decidere di donare il corpo alla scienza ogni persona maggiorenne. Nonostante, la scelta espressa, però, non possono essere utilizzati dalla scienza i cadaveri di interesse giudiziario, che necessitano di un’autopsia e che, per eventuali riesumazioni necessarie nel futuro, non possono essere manipolati.
 
La decisione di donare il proprio corpo alla scienza è una scelta personale, libera e gratuita, che va palesata ed espressa agli organismi competenti. L’interessato dovrebbe rivolgersi a un centro specializzato, presso il quale, dopo il colloquio, compilare, firmare e depositare una dichiarazione di donazione, nella quale si esprime chiaramente la sua volontà post mortem.
 
Dopo la morte, nell’arco di circa 3-4 giorni, la salma viene prelevata dal centro destinatario, per poi essere congelata e sottoposta, in sedute appositamente programmate, alle sperimentazioni del caso. Per comprendere l’utilità della donazione, basti pensare che un corpo può essere utile per provare e sperimentare fino a cento interventi chirurgici di varia natura ed entità.
 
Scelta la donazione, esistono due opzioni possibili: l’utilizzo del corpo senza restituzione; l’utilizzo del corpo donato, con successiva restituzione a parenti e famigliari indicati dal defunto. Nel secondo caso, al termini delle sperimentazioni, il cadavere viene seppellito nelle modalità prescritte dall’interessato.