Disidratazione: sintomi, cause e alimenti per prevenirla

La disidratazione provoca sintomi da non sottovalutare e le sue cause possono essere diverse. Per prevenirla è opportuno dedicare una buona dose di attenzione a quanto si beve, ovvero alla quantità di acqua ingerita quotidianamente: secondo gli esperti, infatti, è necessario bere almeno due litri di acqua ogni giorno così come indicato dalle linee guida. Ma qual è la sintomatologia esatta legata alla disidratazione? Quale il trattamento da seguire per giungere alla guarigione? Esistono degli alimenti per prevenirla? Scopriamo di più in merito.

Donna che beve dell'acqua per combattere la disidratazione
Foto Shutterstock | Syda Productions

Articolo aggiornato il 22 Marzo 2022

La Disidratazione è l’eccessiva perdita di acqua da parte del nostro organismo e si manifesta quando perdiamo più liquidi di quanti ne assumiamo. La disidratazione può colpire chiunque, ma i bambini, gli anziani e i malati sono i soggetti maggiormente a rischio in quanto meno autonomi o perché sono colpiti da stati morbosi.

I segnali della disidratazione

Il nostro organismo ci indica in diverse maniere che siamo disidratati e alcuni di questi segnali sono di facile intuizione mentre altri sintomi sono meno chiari ma altrettanto importanti per apprezzare questo stato clinico:

  • sete: quando subentra siamo già disidratati da 2 ore circa, per cui è importante cercare di bere in maniera costante durante l’arco della giornata piuttosto che bere 2 litri di acqua tutti insieme.
  • carenza di concentrazione: il nostro cervello è composto da buona parte di acqua (così come tutto il nostro organismo) e se siamo soggetti disidratati va incontro ad una riduzione di volume che può portare anche mal di testa: molte cefalee potrebbero essere risolte semplicemente bevendo!
  • il metabolismo rallenta perché le cellule non lavorano bene in quanto composte soprattutto da acqua e osserveremo, oltre ad andare incontro ad un aumento di peso, una maggior difficoltà a espellere tossine.
  • crampi muscolari e questa condizione può essere accompagnata anche da uno squilibrio elettrolitico.
  • stitichezza: l’acqua idrata le feci e consente una buona motilità gastrica per cui una buona idratazione è fondamentale per la nostra corretta attività intestinale e ci aiuta a combattere le feci caprine.
  • ritenzione idrica perché il nostro organismo adotta dei meccanismi per trattene acqua che, in questo caso, sarà extracellulare e non intracellulare ed avremo degli inestetismi a livello cutaneo importanti.

Tra gli altri sintomi abbiamo: un aspetto peggiore della pelle, stanchezza, cistite e sbalzi d’umore.

Disidratazione: le cause

Fra le cause della disidratazione che non tutti conoscono ci sono: la diarrea grave, il vomito, la febbre, disturbi renali – nell’insufficienza renale, i reni non sono più in grado di eliminare i liquidi in eccesso – e la sudorazione eccessiva provocata, ad esempio, dall’esercizio fisico e dal caldo. Questi ultimi possono, infatti, provocare la disidratazione in mancanza di un adeguato apporto di liquidi.

Anche il diabete può provocare disidratazione, quando non controllato o non diagnosticato: solitamente, infatti, si verifica un maggior bisogno di urinare e, di conseguenza, una maggior perdita di liquidi corporei.

Esistono, poi, dei farmaci – come gli antistaminici, i diuretici, i medicinali per la pressione e alcuni psicofarmaci – e l’alcol in grado di provocare la disidratazione, in quanto questi tendono ad aumentare sia la sudorazione che la quantità di urina prodotta.

Da non sottovalutare anche raffreddori, mal di gola e tutte quelle situazioni in cui la voglia di mangiare e bere diminuisce. Altri fattori di rischio e cause possono essere la vita ad alta quota – un’altitudine superiore ai 2500 metri – e l’attività fisica all’aria aperta: l’organismo aumenta, infatti, la quantità di urina prodotta e la respirazione si fa più veloce, espirando una maggior quantità di vapore acqueo.

La diagnosi

Alla comparsa dei segni di disidratazione grave – come scarsità di urina, diarrea grave, vomito, forte sete, capogiri o confusione – contattate, immediatamente, il pronto soccorso e il medico che – tramite gli esami e le analisi del caso – stabilirà la giusta diagnosi e, dunque, la terapia più adatta per una corretta idratazione. Oltre allo studio dei sintomi, è possibile che vengano richiesti gli esami del sangue e gli esami delle urine, oltre ad alcuni test per stabilire se si è affetti da malattie quali il diabete o disturbi epatici o renali.

La cura

Quali sono i rimedi contro la disidratazione? La cura più adatta è quella che prevede l’assunzione di acqua, soluzioni reidratanti orali o bevande isotoniche, in modo tale da reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi. Nei casi più gravi, sarà necessario reintegrare i liquidi tramite flebo e non per via orale: l’idratazione endovenosa aiuta, infatti, l’organismo ad assimilare più velocemente l’acqua e le sostanze nutritive, per cui è indispensabile in situazioni di emergenza.

Gli alimenti per prevenirla

L’arma migliore contro la disidratazione è la prevenzione. Per giocare davvero d’anticipo durante il periodo caldo, ad esempio, gli esperti consigliano di bere abbondanti quantità di acqua, preferibilmente minerale con cui assumere calcio e sali minerali indispensabili per compensare la sudorazione e la quantità di sali e liquidi dispersi dal corpo.

Oltre a bere a sufficienza acqua in modo da reintegrare i liquidi persi, è di fondamentale importanza prestare attenzione all’alimentazione: va, infatti, diminuito il consumo di alcol, caffè, bibite gassate e bevande varie che non siano acqua; oltre a ciò, occorre consumare alimenti ricchi di acqua e, dunque, quantità abbondanti di frutta e verdura.

Ad ogni modo, ricordate di non esagerare con le quantità di acqua – generalmente, è consigliabile bere due litri di acqua al giorno – in quanto un eccesso potrebbe, a sua volta, essere dannoso e causare iponatriemia, ovvero un abbassamento eccessivo dei livelli di sodio nel sangue.

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