La dieta per vivere più a lungo è questa

Un esperimento ha dimostrato l'esistenza di una dieta in grado di allungare la vita nelle cavie: secondo gli scienziati funzionerebbe anche con l'uomo.

Ragazza che tiene in mano un dolce e una mela
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Mangiare in maniera sana ed equilibrata è importante per la nostra salute (e anche per dire addio ai fastidiosi chili di troppo che ogni tanto tendiamo ad accumulare). Ma possiamo dire che esiste davvero una dieta in grado di farci vivere più a lungo? Gli scienziati hanno scoperto un regime ipocalorico che allunga la vita nelle cavie, e pensano che possa funzionare anche nell’uomo. Ecco di cosa si tratta.

Dieta ipocalorica, perché allunga la vita

Di diete miracolose sentiamo sempre parlare, anche se nella maggior parte dei casi non mantengono davvero le promesse. Ma recenti studi hanno individuato un regime alimentare che potrebbe regalarci qualche anno in più. Sono già diverse le ricerche condotte sugli animali, soprattutto topi e moscerini della frutta, che hanno evidenziato come una restrizione calorica aumenti la durata della loro vita (in alcuni casi persino del doppio). Un team di esperti della Yale University ha voluto indagare l’eventuale efficacia di tale dieta anche per gli uomini. I risultati del loro studio, pubblicato su Science, sono molto interessanti.

Gli scienziati hanno coinvolto poco più di 200 volontari di età compresa tra i 21 e i 50 anni. Tutti avevano un BMI riconducibile alla fascia del normopeso e non avevano particolari problemi di salute. Sottoposti ad una riduzione calorica del 14%, hanno tratto notevoli vantaggi in fatto di salute. Le prime evidenze riguardavano i fattori di rischio cardiometabolico: i partecipanti avevano ridotti livelli di colesterolo e una pressione del sangue più bassa.

La dieta ipocalorica si era mostrata utile anche nel proteggere il timo. Questa piccola ghiandola produce cellule T, fondamentali per combattere le infezioni, ed è quindi parte importante del sistema immunitario. Con il trascorrere del tempo, diventa più piccola e sintetizza un minor numero di cellule (motivo per cui le persone più anziane sono più suscettibili alle malattie virali). La restrizione calorica aveva avuto effetto anche sul timo, rallentandone l’invecchiamento e la sua conseguente perdita di funzionalità.

Secondo gli esperti, alla base di questi cambiamenti ci sarebbe un particolare gene, che codifica la proteina PLA2G7. Provando ad eliminare tale gene nei topi, hanno scoperto che questi ultimi accumulavano meno grasso, avevano un minor processo infiammatorio e soprattutto un miglior funzionamento del timo. Questi dati possono aprire nuove strade verso una dieta in grado non solo di rafforzare il sistema immunitario, ma anche di allungare veramente la nostra vita.