La scoperta dell’insulina, risalente ormai a 100 anni fa, ha completamente cambiato le sorti di milioni di persone. È in quel momento che ha avuto inizio la lotta contro il diabete, grazie ad un farmaco salvavita che ha permesso di gestire una malattia prima spesso letale. Ma la ricerca in questi decenni non si è fermata, e oggi gli scienziati sono giunti ad una nuova, importante scoperta. Nel corso di uno studio è emerso un particolare ormone che ha la stessa funzione dell’insulina, ma agisce in modo diverso. E può diventare una nuova arma per combattere il diabete.

Diabete, il nuovo ormone (come l’insulina)

Presto l’insulina potrebbe non essere più l’unica terapia disponibile per tenere sotto controllo il diabete. Una ricerca condotta dal Salk Institute for Biological Studies (in California) ha scoperto la presenza di un ormone chiamato FGF1, il quale aiuta a tenere sotto controllo i livelli di glicemia nel sangue. Come ben sappiamo, l’insulina ha proprio questa funzione: la sua assenza (o carenza) provoca un ridotto assorbimento degli zuccheri da parte delle cellule

Gli scienziati hanno quindi individuato una molecola alternativa all’insulina, che apre nuovi scenari nella lotta contro il diabete. L’FGF1, infatti, ha sì gli stessi compiti dell’ormone secreto dal pancreas, ma li svolge in maniera diversa. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Cell Metabolism, ha evidenziato che questa nuova molecola – prodotta nel tessuto adiposo – regola la presenza di glucosio nel sangue, contribuendo quindi a ridurre la glicemia. Il meccanismo attraverso cui ciò avviene è l’inibizione della lipolisi, ovvero quel processo che prevede la trasformazione dei grassi in zuccheri.

Poiché il suo funzionamento è diverso rispetto a quello dell’insulina, l’ormone FGF1 potrebbe trovare impiego nel trattamento delle persone che soffrono di insulino-resistenza. “Trovare un secondo ormone che riduce la concentrazione di glucosio è una grande scoperta scientifica” – ha spiegato Ronald Evans, uno dei coordinatori dello studio – “L’abilità unica di FGF1 di indurre una riduzione del glucosio durevole nel tempo in animali resistenti all’insulina rappresenta una strada terapeutica promettente per i pazienti diabetici. Speriamo che ciò porti a nuove terapie”.