Articolo aggiornato il 12 Novembre 2023

devitalizzazione dente 150x144La devitalizzazione di un dente si rende necessaria nel caso in cui la polpa, ossia il tessuto molle che si trova all’interno del dente stesso, va incontro ad un’infezione o ad un’infiammazione, che possono essere provocate dalla carie, dai danni che un dente può aver subito o dall’essersi sottoposti ad interventi che si sono ripetuti nel tempo.

Cosa bisogna sapere sul dolore

Il dolore legato alla devitalizzazione di un dente è più che altro frutto di una convinzione comune, che poteva trovare una giustificazione soprattutto negli anni passati, quando ancora non si erano sperimentate le giuste tecniche per rendere l’intervento sopportabile. Oggi esistono invece delle specifiche tecnologie e delle apposite procedure di anestesia che rendono le devitalizzazioni non particolarmente dolorose. Si può dire che il dolore che si prova è del tutto simile a quello riscontrato nel caso di un’otturazione. È logico che l’ansia da parte dei pazienti resta, ma bisogna essere consapevoli di un dato ormai accertato. Tra l’altro non bisogna dimenticare che presto sparirà l’odioso trapano del dentista. Dopo aver eseguito l’intervento di devitalizzazione, soprattutto nel corso dei primi giorni il dente potrebbe diventare più sensibile. In ogni caso si può ricorrere a dei farmaci, che eliminano il fastidio. Il dentista va consultato nel caso in cui il dente è soggetto ad un dolore intenso o pulsante. Ritornare dal dentista potrebbe essere fonte di disagio, ma le ultime scoperte in proposito promettono che grazie a delle cuffie si supererà la paura del trapano del dentista.

A quanto ammonta il costo

Le spese dentistiche non rientrano sicuramente fra le meno pesanti da affrontare. In particolare il costo della devitalizzazione di un dente si aggira intorno ai 250 euro, anche se tutto dipende essenzialmente dal dentista al quale ci rivolgiamo. In genere bisogna anche considerare che il prezzo varia a seconda della situazione da affrontare. La complessità dell’intervento incide sicuramente sul rialzo del prezzo. Se il dente deve essere anche incapsulato, ai 250 euro bisognerebbe aggiungerne preventivamente altri 100. Un prezzo da pagare, se vogliamo risolvere un problema ai denti, che in genere, dopo un intervento di questo tipo, non dovrebbe dare più altri fastidi. Il prezzo può sembrare più o meno elevato, ma anche le semplici carie dentali, qualunque ne siano le cause, comportano dei costi per le cure. Meglio agire quindi puntando sulla prevenzione, se vogliamo pensare al nostro benessere e al nostro risparmio economico. In particolare non bisogna trascurare una corretta igiene orale.

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Soluzioni da attuare dopo la caduta del dente (tantasalute.it)

Anatomia e struttura del dente

Per comprendere ancora più a fondo in che cosa consista la devitalizzazione è però utile fare un piccolo passo indietro (torneremo su buona parte delle conclusioni di cui sopra nei prossimi paragrafi) e comprendere quale sia l’anatomia e la struttura del dente.

Di fatti, contrariamente a quanto sembra, il dente non è un tessuto inerte, bensì è vivo e costantemente irrigato attraverso il canale dentale da cui passano nervi e vasi sanguigni. Questo insieme forma la polpa, che attraversa la dentina al suo centro. La dentina è a sua volta ricoperta da un tessuto più duro, lo smalto, mentre la parte visibile del dente è chiamata corona. Il dente è impiantato nel tessuto osseo dalla radice, con il parodonto che invece circonda la radice del dente, formando il cemento che lega il dente al tessuto osseo: questa connessione è assicurata dai legamenti alveolari.

La polpa e il suo canale principale hanno molte biforcazioni e ramificazioni che irrigano l’intero dente, proprio come un albero ha il suo tronco e i suoi rami. Questo insieme è sterile quando il dente è vivo e sano, mentre quando il dente è devitalizzato, muore e rilascia tossine molto dannose.

E’ sempre necessario devitalizzare un dente?

Oggi i dentisti devitalizzano sempre meno spesso i denti, ricorrendo spesso ad altre terapie più conservative.

Di fatti, in poche parole, la devitalizzazione consiste nel tagliare un dente fino alla sua parte irrorata di sangue, cioè un tessuto neurovascolare che è in contatto con il flusso sanguigno. Il dentista applica una preparazione devitalizzante sulla polpa dentale rivelata e poi sigilla la cavità con un’otturazione provvisoria. Dopo questo intervento, i pazienti spesso soffrono di un dolore sgradevole per un paio d’ore e devono assumere antidolorifici per attenuarlo: solo dopo un paio di giorni il dentista è in grado di continuare il trattamento canalare. La devitalizzazione del dente non è del tutto efficace a causa della mancanza di controllo sulla penetrazione dell’agente devitalizzante.

Tuttavia, con il passare degli anni alla devitalizzazione si giunge quasi sempre come ratio estrema: ove possibile, si procede con trattamenti canalari microscopici con l’uso di un’anestesia efficace. La polpa viene rimossa dai canali in modo indolore e spesso durante lo stesso appuntamento, il dentista può otturare il canale e concludere questa fase del trattamento endodontico. Dopo l’intervento il paziente può avvertire un po’ di dolore, soprattutto nel mordere, ma è sicuramente contenuto.

Ma allora quando è necessaria la devitalizzazione?

Come abbiamo già affermato, le attuali tecniche conservative hanno limitato al minimo le indicazioni alla terapia endodontica, che però in alcuni casi è necessaria per salvare il tessuto dentale sano ed evitare l’estrazione del dente e la conseguente soluzione protesica.

Tuttavia, la devitalizzazione è necessaria quando, ad esempio, le carie dentali sono così profonde da creare una comunicazione con la polpa dentale (il nervo) con l’ingresso di batteri che a questo punto sono anche liberi di aggirarsi e creare infezioni più o meno gravi.

Il dolore spesso non è presente nonostante l’ingresso dei batteri a causa dell’insorgere di un’infiammazione cronica, ma può riacutizzarsi nel tempo. Inoltre la carie è spesso così grave da aver distrutto gran parte del dente e l’infiammazione, che normalmente crea gonfiore. Ha uno sbocco che non permette alla polpa di avere un aumento della pressione all’interno del dente tale da provocare dolore. Un’altra evenienza è la necrosi del nervo infetto a causa del danno batterico, spesso del tutto asintomatico.

Devitalizzazione: non è meglio sostituire il dente con un impianto?

L’aspettativa di vita media si è allungata molto e la tendenza attuale dell’odontoiatria moderna è quella di percorrere tutte le vie conservative prima di procedere alla protesi: in questo modo si allunga la vita del dente per posticiparne il più possibile l’estrazione. È ovviamente auspicabile, nella ricerca di una maggiore prevedibilità dei risultati, un approccio specialistico all’endodonzia, con una ricerca dell’eccellenza attraverso l’attenzione ai dettagli e alla precisione, che si può ottenere con la giusta competenza e formazione e con la dedizione durante la seduta che si prolunga un po’ nel tempo per garantire più anni di vita del dente.

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Carie e igiene dentale: come riconoscere i sintomi (tantasalute.it)

Come sapere se il dente va devitalizzato?

Alcuni sintomi possono aiutarci a capire se il dente va devitalizzato o, più in generale, se si ha bisogno o meno di una terapia canalare. In primo luogo, se un dente è significativamente più sensibile alle temperature calde o fredde rispetto agli altri denti, potrebbe essere un segno che avete bisogno di una terapia canalare.

In secondo luogo, se si avverte dolore al dente quando lo si morde, anche questo può essere un’indicazione della necessità di un trattamento di questo tipo. Lo stesso si potrebbe dire se si nota una carie visibile o altro danno al dente. Naturalmente, solamente il proprio dentista potrà confermare o meno tale diagnosi.

Proviamo però a riassumere di seguito quali sono i principali sintomi che possono suggerire la necessità di una terapia canalare:

  • Dolore persistente: se il dente fa male per diverse settimane ogni volta che si mangia, il dente deve essere esaminato;
  • Sensibilità al caldo o al freddo: se bere caffè o tè caldi provoca mal di denti, significa che c’è un problema. Allo stesso modo, fa male quando si mangia o si beve qualcosa di freddo e/o si evita di usare oggetti freddi su un lato della bocca perché causano mal di denti. Si tratta in ogni caso di un sintomo molto diffuso che indica la necessità di un approfondimento;
  • Scolorimento dei denti: i denti scolorati non hanno necessariamente bisogno di una terapia canalare. A volte lo scolorimento può essere dovuto a una scarsa igiene orale o al consumo regolare di alimenti che notoriamente provocano l’inscurimento dei denti (come il caffè, l’alcol, alcune spezie, ecc.), ma se lo scolorimento è limitato a un solo dente, questi sintomi indicano che si è verificato un danno ai nervi o ai vasi sanguigni e che è necessario rivolgersi al dentista;
  • Dente rotto o scheggiato: può accadere praticando sport, mangiando costantemente cibi molto duri o croccanti, o qualsiasi altro elemento. Il rischio è in questo caso che i batteri possano penetrare facilmente all’interno del dente e causare un’infezione. A causa del numero di vasi sanguigni presenti in ogni dente, un’infezione dentale può diffondersi nel flusso sanguigno, generando una nuova serie di problemi;
  • Gengive gonfie: qualsiasi cosa scatena un’infiammazione se le gengive sono gonfie, doloranti e dolorose. Nel dubbio, è bene condividerne la natura con il dentista, in maniera tale da accertare si abbia o meno bisogno di una terapia canalare;
  • Carie più profonda: quando la carie si sviluppa alla radice di un dente è un chiaro segno che è necessario ricorrere a un canale radicolare. La carie non guarisce con un nuovo approccio allo spazzolamento o al filo interdentale. Inoltre, una semplice carie trascurata può espandersi e peggiorare fino al punto in cui non è più possibile rimediare e sono necessarie misure più drastiche. Se si rimanda troppo a lungo l’appuntamento, il canale radicolare può diventare l’unica vera opzione…