Depressione negli adolescenti, è più frequente di quanto si possa pensare: come riconoscerla e intervenire

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Depressione negli adolescenti, come accorgersene e cosa fare (TantaSalute.it)

La depressione è un male che può colpire non solo gli adulti, ma anche gli adolescenti: quali sono i segnali a cui fare attenzione.

Definita come “il male del nostro tempo”, la depressione colpisce migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo. Ciò che molti non immaginano è che il dato non riguarda solo la fascia adulta della popolazione, bensì anche una parte di bambini e adolescenti. Un disturbo che ha avuto un incremento notevole a partire dalla pandemia da Covid-19, secondo quanto spiega al Corriere della Sera Stefano Vicari, dirigente dell’Unità di Neuropsichiatria dell’ospedale Bambin Gesù e docente di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Durante un periodo delicato come quello dell’adolescenza, è abbastanza normale che i ragazzi attraversino una breve fase in cui si sentono particolarmente giù e meno entusiasti del solito nei confronti di attività prima ritenute piacevoli e gratificanti. Sarebbero soprattutto le ragazze ad incorrere almeno una volta in un episodio depressivo, ma se prima del Covid si parlava di un 13%, ora si assiste al doppio dei casi. Come possono i genitori rendersi conto in tempo che il figlio o la figlia stanno attraversando questo tipo di malessere?

Depressione, anche gli adolescenti possono soffrirne: come accorgersene e quale percorso intraprendere

È fondamentale che genitori, insegnanti e in generale gli adulti che si occupano dell’educazione dei ragazzi, osservino con attenzione i cambiamenti nel loro comportamento. Secondo Vicari, “il sintomo che più aiuta madri e padri a capirlo è la comparsa dell’anedonia, cioè la difficoltà a provare piacere: i ragazzi smettono improvvisamente di seguire attività che prima amavano”.

Tristezza, senso di vuoto, pianto improvviso, isolamento, mancanza di fiducia in sé stessi: sono questi i segnali che devono mettere in allerta. Il punto però è che non sempre è semplice distinguere una fase transitoria da un problema complesso come la depressione.

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Depressione negli adolescenti, è più comune di quanto si creda: come riconoscerla e come comportarsi (TantaSalute.it)

Se, come abbiamo detto, l’adolescenza è di per sé un periodo in cui c’è la possibilità di sentirsi giù in alcuni momenti, come si fa a distinguere una normale crisi passeggera da un disturbo molto più profondo? “Conta l’arco temporale – spiega l’esperto – perché se il disagio dura alcune settimane o qualche mese allora è molto probabile che siamo di fonte a un problema di depressione e va chiesto aiuto”.

Intervenire in tempo è un punto chiave perché in alcuni casi, purtroppo, i rischi sono elevati: ci riferiamo agli atti di autolesionismo, incredibilmente aumentati dopo la pandemia. “Al Bambin Gesù il 60% dei ricoveri avviene per autolesionismo o tentato suicidio”, fa sapere Vicari. Se un genitore nota nel figlio alcuni dei sintomi elencati poc’anzi deve parlarne con il pediatra o col medico curante. Saranno queste due figure professionali a consigliare di rivolgersi al neuropsichiatra infantile che stabilirà l’entità del problema: “Nelle forme più lievi in genere la psicoterapia è sufficiente, in quelle più gravi, dove si manifesta la tendenza al suicidio, il farmaco è fondamentale”.

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