Depressione, attenzione a questa carenza: il rischio aumenta per 4 anni

Un recente studio ha portato alla luce un'interessante correlazione tra la depressione e una particolare carenza: ecco a cosa dovremmo fare attenzione.

Depressione
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Articolo aggiornato il 23 Febbraio 2024

La depressione è un problema di salute mentale che affligge sempre più persone in tutto il mondo. Sulle sue cause è difficile indagare: si tratta infatti di un disturbo multifattoriale, nel quale confluiscono spesso motivi genetici, ambientali e psicologici. Anche l’alimentazione può tuttavia avere un ruolo nell’insorgenza della depressione. Un recente studio, in particolare, ha evidenziato come la carenza di vitamina B12 possa essere correlata ad un maggior rischio di sviluppare questo problema.

Depressione, il ruolo della vitamina B12

La depressione colpisce persone di tutte le età, ma è la fascia di popolazione oltre i 50 anni ad essere particolarmente a rischio. Questo disturbo psichiatrico è infatti correlato ad un più rapido declino delle funzioni cognitive, che può essere fattore scatenante della demenza senile – soprattutto nella sua forma più comune, il morbo di Alzheimer. Uno studio irlandese pubblicato sul British Journal of Nutrition ha voluto indagare sui possibili fattori di rischio per lo sviluppo della depressione nelle persone anziane. L’obiettivo è quello di individuare eventuali nuove strategie per combattere questo problema in rapida espansione.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di un precedente studio, il Longitudinal Study on Aging, che aveva coinvolto oltre 3.800 persone di età pari o superiore ai 50 anni. In particolare, sono stati analizzati i livelli di folati e di vitamina B12 nel sangue dei partecipanti, mettendoli in correlazione con il rischio di insorgenza di sintomi depressivi. I risultati hanno evidenziato che i folati non rappresentano un fattore da tenere in considerazione. Al contrario, coloro che avevano una carenza di vitamina B12 avevano un rischio maggiore del 51% di sviluppare la depressione nei 4 anni seguenti.

La vitamina B12, chiamata anche cobalamina, è essenziale per molti processi dell’organismo e deve essere assunta tramite l’alimentazione. È presente praticamente in tutti i cibi di origine animale, e prevalentemente nella carne, nel pesce, nel latte e nelle uova. Vista la sua assenza negli alimenti vegetali, sono soprattutto le persone che seguono una dieta vegetariana o vegana a rischiare di avere una carenza di vitamina B12. Per venire incontro alle esigenze di tutti, in commercio ci sono molti alimenti fortificati, ovvero che presentano un’aggiunta di questa preziosa vitamina. L’assunzione di tali prodotti potrebbe aiutare a ridurre le probabilità di sviluppare sintomi depressivi, soprattutto nelle persone anziane.