Demenza senile, quali patologie comprende e come riconoscerla

Non tutti conoscono effettivamente la demenza senile e proprio per questo spesso la si associa ad altre patologie similari. In questo articolo approfondiremo vari aspetti di questa malattia con lo scopo di fare chiarezza circa le patologie che possono portare alla demenza senile, i fattori che possono peggiorarne la progressione, le varie forme della patologia e l’iter diagnostico

demenza senile
Foto Shutterstock | Robert Kneschke

Spesso, con la locuzione demenza senile, si è soliti indicare il sintomo della perdita della memoria nelle persone anziane, associando non di rado questo aspetto alla malattia di Alzheimer.

In realtà demenza senile è un’espressione che indica un gruppo di malattie neurodegenerative che comportano un declino cognitivo nelle persone anziane, quasi sempre irreversibile. Va da sé che i deficit di memoria sono solo uno quindi dei tanti sintomi che questo stato patologico porta con sé. 

Per approfondire l’argomento abbiamo contattato il dottor Beniamino Giordano di idoctors.it, specialista in geriatria di Napoli.

Quali patologie possono portare ad una demenza senile?

Nel grande calderone delle demenze sono incluse molte forme di declino cognitivo. La forma più comune è quella legata alla malattia di Alzheimer, benché siano molto frequenti anche la demenza vascolare, legata a singoli o plurimi eventi ischemici cerebrali e le forme miste.

Vi sono poi altre forme di demenza che possono associarsi alla malattia di Parkinson o a sintomi simil-parkinsoniani, nonché le forme di demenza secondaria, tra le quali annoveriamo quella da carenza di alcune vitamine o da deficit della funzione tiroidea.

Oltre all’età avanzata, esistono dei fattori che possono peggiorare la progressione della malattia?

Vi sono alcuni fattori che aumentano o peggiorano la progressione della malattia, tra queste comprendiamo:

  • l’ipertensione arteriosa mal controllata;
  • la fibrillazione atriale;
  • il diabete mellito tipo 2.

Come si manifestano le varie forme di demenza che ci ha illustrato?

La presentazione clinica varia a seconda del tipo di demenza. Può avere il classico andamento lentamente progressivo (normalmente suddiviso in tre stadi: d’esordio, intermedio e finale) con iniziale deficit di memoria a breve termine e progressiva comparsa di disturbi comportamentali, tipico di demenza di Alzheimer. 

Altro quadro altrettanto frequente è quello di comparsa di demenza in seguito ad ictus o a plurimi piccoli eventi ischemici con andamento dei sintomi, detto “a scalini”, per i classici peggioramenti acuti associati a giorni di apparente miglioramento, quadro tipico della demenza vascolare. 

Possono associarsi inoltre depressione del tono dell’umore, allucinazioni, disturbi comportamentali che possono virare verso l’afasia o verso l’aggressività in alcune forme e verso la disinibizione in altre. 

Qual è l’iter diagnostico in caso di demenza senile?

L’iter diagnostico si basa innanzitutto su valutazione clinico-laboratoristica, che non può prescindere da una valutazione non solo dell’autonomia funzionale del paziente ma anche del supporto sociale, della nutrizione, dell’equilibrio e dell’andatura e della farmacoterapia. 

A supporto della clinica vi sono le tecniche di imaging avanzato quali risonanza magnetica dell’encefalo e gli esami di medicina nucleare che permettono di valutare il quadro metabolico cerebrale, l’eventuale presenza di placche di amiloide o di valutare la perfusione cerebrale per poter differenziare le diverse forme di demenza. 

Esiste una terapia in grado di curare la progressione della malattia?

Per quanto riguarda la terapia, non vi sono purtroppo farmaci che possano modificare la progressione di malattia. Esistono però una serie di farmaci sintomatici che riescono a migliorare le funzioni cognitive per un certo periodo in una buona percentuale di pazienti.