Demenza, i fattori che possono predire il rischio di declino cognitivo

I ricercatori hanno individuato 5 fattori che possono predire il rischio di declino cognitivo, uno dei primi segnali della demenza senile.

Demenza
Foto Freepik | kjpargeter

Sono moltissime le persone che sviluppano la demenza senile, soprattutto nella sua forma più comune, il morbo di Alzheimer. Sebbene gli scienziati siano costantemente al lavoro per individuare nuove terapie per rallentare il declino cognitivo, non esiste ancora una cura che possa invertire tale processo. Per questo è importante intervenire in anticipo. Nuove ricerche hanno scoperto ben 5 fattori che possono predire il rischio di andare incontro alla demenza, ecco quali sono.

Demenza senile, un nuovo studio

Gli studi hanno sempre evidenziato come uno stile di vita corretto possa prevenire il declino cognitivo, uno dei primi segnali della demenza senile. Ad esempio un’alimentazione equilibrata è molto importante: aiuta a tenere sotto controllo problemi quali ipertensione, diabete, ipercolesterolemia e obesità. Bisognerebbe anche eliminare il fumo e ridurre il consumo di alcol, cercando al contempo di aumentare gli stimoli cognitivi.

Una nuova ricerca condotta dalla Columbia University, pubblicata su Neurology, ha individuato 5 fattori da tenere in considerazione per poter predire il rischio di andare incontro ad un deterioramento cognitivo. Gli studiosi hanno monitorato le funzioni cerebrali di circa 2.900 persone over 65, in un arco temporale di 9 anni. Quindi hanno analizzato i casi in cui si è avuto un declino cognitivo in relazione ad alcuni particolari fattori, per capire quali di questi fossero associati ad un maggior o minor rischio di andare incontro a tale problema.

I fattori che predicono il declino cognitivo

Il primo fattore è l’istruzione scolastica. Coloro che avevano una media di 11,5 anni di studio avevano il 5% di rischio in meno di sviluppare declino cognitivo. Un altro riguarda invece le attività ricreative. I soggetti che praticavano con costanza esercizio fisico e mantenevano stabili rapporti sociali incorrevano in una probabilità più bassa di avere un deterioramento lieve delle proprie funzioni cerebrali. Infine, anche il reddito avrebbe un ruolo nel ridurre il rischio. Lo studio ha infatti evidenziato che questo si abbassava del 20% nelle persone che avevano introiti superiori a 36mila dollari l’anno.

Gli scienziati hanno individuato anche due fattori che aumentano invece il rischio di declino cognitivo. Il primo è la predisposizione genetica: esiste un allele correlato ad un incremento del 18% delle probabilità di andare incontro a questo problema. Il secondo fattore riguarda le condizioni generali di salute. È emerso che i soggetti affetti da patologie croniche (come malattie cardiache, diabete o depressione) avevano un rischio del 9% più elevato di sviluppare un lieve deterioramento cognitivo.