Stress e sedentarietà: gli effetti negativi della DAD su alunni e genitori

Si esce meno di casa, si fa meno movimento e non si vedono gli amici: tutto questo ha ripercussioni sul benessere dei più piccoli, ma non solo

DAD Didattica a distanza
Foto Pexels | Julia M Cameron

La didattica a distanza (DAD) è una misura necessaria che è stata adottata nell’ultimo anno per garantire l’istruzione scolastica a tutti gli studenti nonostante l’emergenza Covid.

È stata però molto dibattuta e discussa, nonché criticata sia da docenti che da studenti poiché ha diversi limiti. In presenza l’insegnamento è più diretto e la comunicazione più facile e senza ostacoli, senza contare che ha fortemente ridotto, se non cancellato del tutto, il contatto sociale, fondamentale per i più giovani. Non è un caso che ci siano state manifestazioni e scioperi per chiedere al Governo il ritorno tra i banchi di scuola e così sarà anche in zona rossa, seppur non per tutte le classi.

Come se non bastasse, a confermare i potenziali effetti negativi che può avere la DAD ci pensa un report del Centers for Disease Control and Prevention statunitense. Il centro ha effettuato uno studio su sono circa 1000 famiglie con bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni: è emerso che i bambini che frequentavano la scuola online sono peggiorati in ben 11 indicatori di rischio per la salute su 17. Un peggioramento che ha coinvolto anche i genitori.

Lo stress emotivo è il principale effetto collaterale della DAD

Il 25% dei genitori di studenti in didattica a distanza hanno constatato una piega negativa della salute psicoemotiva dei loro figli, mentre nel caso della didattica in presenza, questo peggioramento è stato rilevato solo nel 16% dei casi.

Un dato significativo è che il 54% dei genitori con i figli in DAD hanno avvertito maggiore stress, dovuto alle difficoltà nella gestione dei figli a casa e del delicato equilibrio famiglia-lavoro, aggravato dal rischio costante di perdere quest’ultimo con. Questo si è tradotto anche in gravi disturbi del sonno.

Stando la maggior parte del tempo a casa e con molte strutture chiuse, l’attività motoria dei bambini, ma anche degli adulti, è stata drasticamente ridimensionata, se non del tutto annullata. Per i bambini in DAD è calata del 62,9%, mentre per quelli che frequentano la scuola in presenza solo del 30,3%. Ovviamente, a scendere è stato anche il tempo passato fuori casa, che per gli studenti digitali è -58% contro un -27,4%. Molto grave la diminuzione della frequentazione degli amici: per quelli in Dad -86%, per gli altri -69%. In entrambi i casi la socialità è stata fortemente bloccata, il che potrebbe avere degli effetti sullo sviluppo psicocognitivo dei più piccoli e portare a stati di profonda tristezza e solitudie.

Questa è la situazione statunitense: ad oggi, non ci sono ancora dei dati in merito a quella italiana, ma si può comunque dedurre che anche nel nostro paese sia molto pesante per genitori e bambini la mancata frequentazione della scuola in maniera regolare. Con le nuove aperture, la situazione potrebbe migliorare, ma sulle conseguenze reali se ne parlerà a fine pandemia.