Cefalea

Cura

La cura contro la cefalea dipende, in primo luogo, dalla causa scatenante e dalla sintomatologia connessa. Nel caso di cefalee primarie si tenderà a cercare di curare la causa scatenante tramite la prevenzione di alcune abitudini e stili di vita scorretti, tramite una serie di accorgimenti che mirano a eliminare ciò che dà il via all’episodio cefalico; se invece si tratta di cefalee secondarie, che derivano cioè da altre patologie, di cui il mal di testa è a sua volta un sintomo, la terapia mirerà a curare in primis la malattia, più grave, che ne è alla base. Vediamo quindi tutte le cure e i farmaci che possono essere utili per guarire dalla cefalea.

Farmaci per la cefalea

Se si soffre di cefalea di alta intensità o che si protrae per lunghi periodi di tempo, o ancora se gli effetti dell’attacco cefalico sono così debilitanti da impedire lo svolgimento delle più classiche e normali attività quotidiane, è bene rivolgersi a un medico che saprà valutare la sintomatologia nel suo complesso e procedere con la corretta terapia o gli esami diagnostici più accurati.

I farmaci contro la cefalea sono utili, in sostanza, soprattutto se quest’ultima è di tipo primario e, comunque, sono da assumere solo su indicazioni o prescrizione medica. Per curare le più frequenti forme di cefalee, si utilizzano maggiormente:

  • farmaci anti-infiammatori non-steiroidei (FANS), che danno sollievo agendo come antipiretici e analegesici
  • acido acetilsalicinico, presente in farmaci come l’aspirina
  • paracetamolo
  • ibuprofene
  • ergotamina, solitamente per le forme di mal di testa acuto
  • isometeptene
  • in caso di fluttuazioni ormonali, pillola anticoncezionale

Nel caso di cefalee secondarie che, quindi, traggono la loro causa d’essere da una patologia pregressa o più grave, lo scopo della terapia sarà quello di eliminare la malattia alla base dell’episodio cefalico. In questo caso, perciò, il medico potrà comunque prescrivere alcuni farmaci per l’eliminazione del dolore da mal di testa cefalico, ma il suo intervento mirerà a curare in primo luogo la patologia pre-esistente.

Farmaci analgesici

In questo gruppo di farmaci rientrano i FANS, i farmaci anti-infiammatori non-steiroidei che vengono prescritti per cercare di domare l’intensità del dolore acuto associato alle cefalee. Anche la combinazione di caffeina, acido acetilsalicilico e paracetamolo può dare ottimi risultati nel trattamento della fase cefalica acuta; è bene, però, attenersi sempre alle quantità prescritte dal neurologo o dal medico curante, poiché è purtroppo possibile che si verifichi ciò che in medicina viene chiamato ‘effetto rebound’, cioè un aggravarsi della condizione clinica a seguito dell’abuso dei farmaci deputati a guarire una certa patologia: in questo caso, il paziente potrebbe soffrire della cosiddetta cefalea da abuso di farmaci.

Ibuprofene

Anche dei semplici anti-infiammatori come l’ibuprofene sono risultati utili a combattere le cefalee, soprattutto nelle loro fasi acute ad alta intensità di dolore.

Ergotamina

Ormai considerato un farmaco di vecchia generazione, l’ergotamina viene utilizzata in caso di cefalea acuta e dolorosa che non accenna a guarire o a calare di intensità con l’uso di altri farmaci; grazie alla sua azione vasocostrittrice riesce a contrastare la vasodilatazione tipica degli attacchi cefalici. In alcuni casi, però, può peggiorare il senso di nausea e avere effetti collaterali anche gravi.

Isometeptene

Anche l’isometeptene, come l’ergotamina, è un farmaco con effetto vasocostrittore, che viene perciò impiegato nella lotta al dolore cefalico durante gli attacchi acuti di tutte le cefalee primarie. Grazie alla sua azione, può aiutare a combattere la vasodilatazione tipica dell’emicrania; viene spesso utilizzato in combinazione con paracetamolo e dicloropenazone. Non ha particolari effetti collaterali; può, però, essere sconsigliati agli sportivi in quanto può risultare come stimolante nei test anti-doping.

Pillola anticoncezionale

Poiché tra le cause di alcune cefalee vi sono delle fluttuazioni ormonali, il medico può propendere per una terapia mirata alla loro eliminazione, specialmente in caso di acuti attacchi cefalici o emicranici. L’assunzione della pillola anticoncezionale, però, deve sempre essere effettuata sotto stretto controllo medico: infatti, in alcuni casi la somministrazione di questo medicinale può portare a un aggravarsi, più o meno temporaneo, del mal di testa.

Consigli sull’assunzione dei farmaci

E’ importante assumere il farmaco antidolorifico o anti-infiammatorio non appena si presentano i primi sintomi della cefalea, in modo da poter agire nel minor tempo possibile e riuscire quindi a bloccare l’attacco sul nascere.

Poiché spesso il mal di testa cefalico si accompagna ad altri sintomi, come la nausea, il dolore cervicale, i problemi alla vista e i giramenti di testa, è bene cercare di riposare per aumentare la probabilità di fermare la cefalea prima che diventi invalidante.

Se i sintomi della cefalea si presentano a intervalli regolari o molto ravvicinati e i dolori associati impediscono sempre le più normali attività, è bene consultare il proprio medico quanto prima, in modo da individuare la terapia più corretta da impostare.

Cure in gravidanza

Se si soffre di cefalea in gravidanza, ciò può essere perfettamente normale soprattutto nelle prime settimane della gestazione. Nel caso in cui il mal di testa sia molto intenso o invalidante, e i rimedi naturali non aiutino nella sua risoluzione, il consiglio rimane quello di rivolgersi al proprio medico curante o al ginecologo che, dopo un’attenta valutazione della situazione clinica e dei rischi connessi, potrà prescrivere l’assunzione di paracetamolo.

Il principio di base, comunque, resta quello di prevenire la comparsa dell’episodio cefalico seguendo uno stile di vita sano e evitando di sottoporsi a situazioni di rischio, come ansia o stress.